Un grave atto di vandalismo e di intimidazione politica ha colpito la sede lucana dell’Unione Sindacale di Base (Usb). Nel corso dell’ultima notte, ignoti hanno preso di mira i locali del sindacato situati in piazzale Bratislava, a Potenza, imbrattando le pareti con svastiche naziste e accanendosi contro i simboli esposti all’esterno.
A fare l’amara scoperta sono stati gli stessi rappresentanti sindacali, che hanno trovato stracciata la bandiera della Palestina. Il vessillo era stato appeso nel settembre scorso per manifestare solidarietà e denunciare, come spiega il sindacato, «il genocidio perpetrato nel silenzio quasi generale nei confronti del popolo palestinese».
La denuncia
L’episodio è stato immediatamente denunciato alle autorità competenti ed è stato reso noto dalla stessa Usb Basilicata, incassando subito il rilancio e il sostegno dei profili social nazionali dell’organizzazione. Per il sindacato di base, la matrice e il movente del gesto sono chiari: «Questa incursione fascista – si legge in una dura nota – rappresenta probabilmente un tentativo di intimidazione nei confronti di quel punto di riferimento di carattere sindacale e sociale che Usb sta diventando sul territorio».
Il riferimento è all’impegno attivo del sindacato in un ampio fronte di mobilitazioni civiche: dalle piazze “pro Gaza” dell’autunno scorso alle vertenze più calde che stanno attraversando la Basilicata, come la crisi idrica, le emergenze industriali e agricole, fino al supporto fornito alle associazioni dei consumatori (ABaCo) e agli studenti (Osa).
La risposta dell’Usb a chi ha agito nell’ombra è ferma: «Non ci facciamo intimidire. Invitiamo tutti a vigilare e a isolare chi, dimentico degli orrori del nazifascismo, si fa promulgatore di simboli di morte».










