Volevano evadere dal carcere e avevano optato per Ferragosto come giorno propizio. E i due detenuti, di nazionalità tunisina, ci sono pure quasi riusciti, guadagnandosi l’uscita dopo essersi arrampicati sui tetti della struttura della Casa circondariale di Potenza e superando il muro di cinta. Poi però la fuga si è conclusa nel giro di poche ore all’interno del territorio cittadino, grazie all’immediata risposta della polizia penitenziaria, intervenuta in sinergia con la polizia di Stato e i carabinieri: il primo dei due fuggiaschi è stato bloccato a circa un’ora dall’evasione, mentre il secondo è stato rintracciato e arrestato intorno alle 16.
La denuncia dei sindacati sulle criticità degli istituti di pena
L’episodio ha riacceso le polemiche sulle condizioni di sicurezza degli istituti penitenziari regionali e nazionali. Il segretario generale del Sappe, Donato Capece, ha evidenziato come i detenuti abbiano sfruttato una vulnerabilità strutturale dell’istituto lucano, ribadendo che l’efficacia dell’intervento dimostra la professionalità degli agenti ma non cancella le responsabilità del Ministero della Giustizia e del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria in merito a carenze d’organico, mancata manutenzione e assenza di adeguati sistemi tecnologici di controllo. Sulla stessa linea la posizione dell’Uspp: i dirigenti Vito Messina e Giuseppe Moretti hanno reso noto di aver inviato una lettera al ministro Carlo Nordio per richiedere un piano straordinario di assunzioni ed evitare un esodo di personale che rischierebbe di compromettere la tenuta dell’ordine nelle carceri.
