La lente della Procura di Bari si sposta sui telefoni cellulari. Nell’ambito dell’inchiesta che ruota attorno alla gestione economica della Ssc Bari e, in particolare, alla cessione del portiere Elia Caprile al Napoli, gli investigatori hanno acquisito il contenuto di sette dispositivi telefonici. Materiale che ora dovrà essere passato al setaccio per individuare eventuali elementi ritenuti utili alla ricostruzione dei fatti.
L’acquisizione dei telefoni rappresenta un ulteriore passaggio di un’indagine che ha acceso i riflettori sui bilanci del club biancorosso e su alcune operazioni di mercato tra Bari e Napoli. Al centro degli accertamenti c’è anche il trasferimento di Caprile, passato nell’estate del 2023 dalla società pugliese a quella partenopea per circa 2,2 milioni di euro. Successivamente il portiere è stato ceduto dal Napoli al Cagliari per una cifra di circa 8 milioni.
Secondo quanto emerso dagli atti dell’inchiesta, proprio la gestione economica dell’operazione Caprile costituisce uno degli aspetti sui quali la Procura intende fare chiarezza. Gli accertamenti riguardano l’ipotesi di false comunicazioni sociali e altri profili contestati nell’ambito dell’indagine sulla situazione finanziaria della società. Gli indagati, come previsto dalla legge, devono essere considerati non colpevoli fino a eventuale sentenza definitiva.
Tra i dispositivi acquisiti figurano quelli riconducibili ad Aurelio e Luigi De Laurentiis, rispettivamente presidente del Napoli e amministratore unico del Bari, oltre a quello dell’allora direttore sportivo biancorosso Ciro Polito. Gli altri quattro telefoni appartengono, secondo quanto ricostruito, ad altrettanti dirigenti della società barese. Adesso il contenuto digitale dovrà essere analizzato. L’obiettivo degli investigatori sarà quello di ricostruire, attraverso messaggi, telefonate, documenti e altre comunicazioni eventualmente presenti, i passaggi che hanno accompagnato l’operazione e i rapporti tra i diversi soggetti coinvolti.
Un lavoro destinato a richiedere tempo, considerata la quantità di informazioni che può essere contenuta in uno smartphone. L’inchiesta, avviata dalla Procura barese, si inserisce in un quadro più ampio che comprende anche gli approfondimenti sulla situazione economica e patrimoniale della Ssc Bari. Le perquisizioni dello scorso luglio avevano interessato le sedi del Bari, del Napoli e della Filmauro, oltre ad altri soggetti coinvolti a vario titolo nelle operazioni di mercato.
Sul caso Caprile la difesa dei De Laurentiis ha sostenuto che il valore del calciatore fosse stato determinato attraverso una perizia giurata redatta da un soggetto terzo e indipendente, contestando l’esistenza di anomalie nell’operazione. Ora saranno i dati contenuti nei sette dispositivi a poter aggiungere nuovi tasselli all’inchiesta. Gli accertamenti informatici dovranno stabilire se dalle comunicazioni emergeranno elementi in grado di chiarire modalità, rapporti e circostanze delle operazioni finite sotto la lente della magistratura.
