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Tatarella: «Oltre il Polo, la civica in nome di Pinuccio per attrarre l’elettorato di centro» – L’INTERVISTA

L’intervista al nipote di Pinuccio, Fabrizio Tatarella, vicepresidente dell’omonima Fondazione

Tatarella: «Oltre il Polo, la civica in nome di Pinuccio per attrarre l’elettorato di centro» – L’INTERVISTA

«Oltre il Polo» era un progetto di Pinuccio Tatarella, il “ministro dell’Armonia”, vicepresidente del Consiglio nel primo governo Berlusconi, che mirava a portare i moderati del centro nel centrodestra. A riproporre questa strategia è il nipote di Pinuccio, Fabrizio Tatarella, vicepresidente dell’omonima Fondazione.

«Questa è semplicemente un’idea, che ricalca quello che disse Pinuccio poco prima di morire, ossia che per consolidare il centrodestra andavano recuperati tutti gli elettori moderati che erano andati via con l’Ulivo ma che precedentemente votavano il centrodestra. Quindi si vuole andare a riprendere un elettorato tutto sommato centrista, un elettorato centrista che non ha dignità politica nel centro del centrosinistra. Il Campo largo è diventato uno schieramento massimalista, giustizialista dove ci sarà una competizione tra Schlein, Bonelli, Fratoianni e Conte a chi è più a sinistra, quindi sarà sempre un campo che andrà a sinistra e quindi i moderati come Marattin, Calenda, Renzi hanno poco spazio. C’è tutta una galassia di partitini centristi che non hanno casa, c’è un mondo che non va a votare, l’ astensionismo va recuperato. Questa idea è attrattiva, mettere personaggi non identificabili con la destra politica ma che si riconoscono e che hanno simpatia per il progetto politico di Giorgia Meloni e possono rappresentare un valore aggiunto alla coalizione per fare il 42%».

Tatarella ma ne sta già discutendo con gli esponenti pugliesi di Fratelli d’Italia?

«No, ma questa è una cosa che deciderà Meloni è lei che dovrebbe farsi portavoce di questo».

E lei ne hai già parlato con la leader?

«No è una mia idea, secondo me lei dovrebbe completare il progetto di Pinuccio».

Questo potrebbe anche servire in funzione anti Vannacci?

«Anti Vannacci è lei stessa, nel senso che quando si sarà approvata la legge elettorale, un minuto dopo noi saremo in campagna elettorale. Quindi il voto si polarizzerà tra Giorgia Meloni e Elly Schlein. Giorgia Meloni rappresenta la destra storicamente, viene dal Movimento Sociale Italiano, da Alleanza Nazionale, è stata leader di Azione Giovani. La storia della destra è Almirante, Fini, Tatarella, Meloni, noi siamo la destra. A dicembre saranno gli 80 anni del Movimento Sociale Italiano. Io Vannacci non l’ho mai visto né nella fiamma del MSI, né in Alleanza Nazionale. Dire che Vannacci è la vera destra è una fake news, la vera destra sono quelli che vengono dal MSI, o da Fratelli d’Italia. La destra è dove c’è la fiamma».

Come si potrebbe poi sviluppare sul territorio questo progetto di «Oltre il Polo»?

«Ogni realtà locale ha delle sue specificità, è chiaro che vanno individuate delle persone che sono fuori dai partiti e che vogliono impegnarsi politicamente per la conferma di Giorgia Meloni».

Un progetto che comunque interesserà l’intero territorio nazionale?

«Sì, come fece Pinuccio nel ‘96, nel ‘98, quando lanciò il progetto dei circoli di «Oltre il Polo». Si potrebbero immaginare dei comitati civici per Giorgia Meloni, persone che si riconoscono in Giorgia Meloni e che vogliono offrire il loro impegno, persone che non riescono a impegnarsi nei partiti tradizionali e vogliono dare il loro apporto a Giorgia Meloni».

Ha già qualche idea su chi potrebbe essere un capofila di un listone?

«No,no. 30 anni fa Pinuccio aveva pensato a Vespa, un leader potrebbe essere un giornalista, un imprenditore, anche un politico, per esempio Piantedosi è una persona che oggi non si riconosce in nessun partito politico, perché è un tecnico. Piantedosi potrebbe essere un esempio di un esponente di questa società civile che si riconosce in Giorgia Meloni, anche perché è ministro di Giorgia Meloni. Ci sono altri tre o quattro esponenti che sono fuori dai partiti e a cui si può chiedere di dare una mano».

Quali i prossimi passi per realizare il progetto?

«Mi auguro che si apra una riflessione, un dibattito, poi secondo me si potrebbero creare dei comitati città per città, provincia per provincia, regione per regione, un manifesto. Nel ‘99, poco prima della mattina che morì, con la celebre intervista che fu il suo testamento politico, disse “Voglio recuperare i voti di Dini, dei moderati, dei tabaccai, dei commercianti, dei centristi che adesso votano l’Ulivo, li voglio portare nel centrodestra”, perché lui era ossessionato dal costruire una casa degli italiani al 65%. Non di sinistra, perché diceva che il nostro Paese aveva una vocazione maggioritaria, conservatrice, moderata, di destra. E aveva ragione».