Home » Puglia » Puglia, l’eredità di Guglielmo Minervini a dieci anni dalla scomparsa: il ricordo nel Consiglio regionale

Puglia, l’eredità di Guglielmo Minervini a dieci anni dalla scomparsa: il ricordo nel Consiglio regionale

A richiamare l’attualità del suo insegnamento sono stati il governatore Antonio Decaro e il presidente dell’assise di via Gentile, Toni Matarrelli

Puglia, l’eredità di Guglielmo Minervini a dieci anni dalla scomparsa: il ricordo nel Consiglio regionale

A dieci anni dalla scomparsa di Guglielmo Minervini, ex sindaco di Molfetta e assessore regionale della Puglia, la Regione ne ricorda il profilo umano e la visione amministrativa con l’evento “Generare il futuro“, promosso nella sede del Consiglio regionale a Bari.

A richiamare l’attualità del suo insegnamento sono stati il governatore Antonio Decaro e il presidente del Consiglio regionale, Toni Matarrelli.

Decaro ha evidenziato la portata innovativa dell’azione politica dello scomparso: «La sua idea di politica non è mai stata l’idea di una politica statica, che gestisce il potere o che occupa gli spazi: è stata una politica generativa che ha cercato di liberare delle energie compresse».

Il presidente della Regione ha ricordato come Guglielmo Minervini considerasse le nuove generazioni la vera risorsa per rigenerare l’intera collettività, citando tra i principali lasciti l’esperienza di “Bollenti spiriti” e la legge sulla mobilità ciclistica, formulata insieme a lui e divenuta poi un punto di riferimento per il legislatore nazionale.

Sull’attitudine pragmatica e costruttiva dell’ex assessore si è soffermato anche Toni Matarrelli, richiamando l’esperienza diretta al suo fianco iniziata nel 2010.

Matarrelli ha espresso profonda stima per l’abnegazione e l’energia con cui Guglielmo Minervini affrontava i problemi dei cittadini, sottolineando come oggi avrebbe offerto risposte concrete ed efficaci alle criticità del territorio attraverso l’ascolto e il coinvolgimento attivo della comunità.

La moglie di Guglielmo Minervini: «La politica non si dimentichi di chi resta indietro»

All’incontro ha partecipato anche la moglie di Guglielmo Minervini, Maria Turtur, che nel suo intervento ha invocato una «lente di ingrandimento su chi non ce la fa» e nel ricordo del marito ha ammonito la politica: «Se c’è qualcuno che non ce la fa, è la politica che deve risponderne».

Turtur, fondatrice dell’associazione di promozione sociale che porta il nome dell’ex assessore, ha ricordato: «Non avevo la chiarezza di dove saremmo andati, di dove avrei portato i miei figli, di dove avrei portato anche i miei amici. Forse sapevo dove andare, ma non sapevo come e non sapevo con chi». E ha sottolineato: «Siamo andati avanti, cercando i territori invisibili della Puglia».

In questi dieci anni senza Minervini, ha proseguito, «abbiamo cercato di fare questo percorso, ci siamo nutriti di queste radici ma siamo andati anche oltre, siamo andati a farci dire quello che di Guglielmo non sapevamo e questo è anche un po’ il tema dell’umiltà». L’obiettivo, ha aggiunto, è quello di «lasciare un’eredità pesante esattamente come l’abbiamo ricevuta» per «incontrare generazioni e sapere che stiamo andando verso persone che non conosciamo, ma di cui ci vogliamo farci raccontare la storia e anche le difficoltà e le fragilità».

Turtur ha concluso evidenziando che si tratta di «una strada molto complicata, dove ogni giorno ti devi ricordare che sei privilegiato e non devi lasciare nessuno indietro» ma «questa è la forza della nostra associazione e non si tratta di essere cattolici praticanti, non si tratta di essere evangelici allo stato puro, né di essere preti, si tratta semplicemente di essere se stessi».