Si sono concluse sulla banchina del porto di Taranto le operazioni di approdo e prima accoglienza per i 134 migranti soccorsi nei giorni scorsi nel canale di Sicilia dall’equipaggio della nave Solidaire, appartenente all’omonima ong tedesca. Il gruppo giunto nello scalo ionico è composto complessivamente da 107 uomini e 27 donne, tra cui figurano 36 minorenni, per la stragrande maggioranza – ben 30 ragazzi – arrivati senza alcun familiare al seguito.
Tra i naufraghi presi a bordo durante le manovre di salvataggio in mare aperto sono stati individuati anche tre neonati, un bambino di pochi anni e una donna in stato di gravidanza. Nonostante un quadro sanitario generale giudicato complessivamente discreto dai primi accertamenti sanitari condotti sul molo, le verifiche del personale medico hanno fatto emergere drammatiche condizioni di vulnerabilità: diverse persone hanno infatti riferito di aver subito percosse, detenzioni arbitrarie, torture e violenze sistematiche nei campi di transito prima di riuscire a imbarcarsi per la traversata verso l’Europa.
A terra si è messa immediatamente in moto la rete integrata dei soccorsi e della solidarietà coordinata dalla Prefettura, con il presidio costante delle squadre della Croce Rossa Italiana, del personale sanitario e degli operatori dei Servizi sociali del Comune di Taranto, affiancati sul posto dall’assessora comunale al ramo Sabrina Lincesso. Mentre le forze dell’ordine – Carabinieri, Polizia di Stato e Guardia Costiera – hanno vigilato sulla sicurezza dell’area portuale e avviato i rilievi di rito per l’identificazione, i trenta minori non accompagnati sono stati presi in carico per il trasferimento prioritario in strutture comunitarie protette dedicate all’accoglienza dell’infanzia. Nelle stesse ore è stata ultimata la redistribuzione e il trasferimento degli adulti verso i centri di accoglienza straordinaria individuati sul territorio nazionale.
