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Mar Piccolo di Taranto, dall’ateneo al territorio: 20 proposte e 6 priorità per la svolta ambientale

In occasione della Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori 2026, è stata illustrata ufficialmente la Raccomandazione Finale per il Mar Piccolo di Taranto

Mar Piccolo di Taranto, dall’ateneo al territorio: 20 proposte e 6 priorità per la svolta ambientale

Delineare un futuro sostenibile per uno dei bacini lagunari più delicati e identitari del Mediterraneo attraverso un metodo scientifico rigoroso, partecipato e fondato su impegni amministrativi verificabili. In occasione della Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori 2026, è stata illustrata ufficialmente la Raccomandazione Finale per il Mar Piccolo di Taranto, un documento strategico che sintetizza venti proposte operative suddivise in cinque assi d’intervento e fissa sei priorità inderogabili da attuare nel primo triennio.

Il percorso, promosso dal Dipartimento Jonico dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro e finanziato dalla Regione Puglia nell’ambito del programma #PugliaPartecipa, è il frutto di un intenso lavoro di consultazione e co-progettazione sviluppatosi tra marzo e giugno scorsi. Il tavolo ha visto convergere istituzioni, comunità scientifica, associazioni ambientaliste, cittadini e categorie produttive attorno ai nodi nevralgici del bacino: risanamento e monitoraggio costante delle acque, salvaguardia della biodiversità, rilancio della mitilicoltura, legalità delle concessioni demaniali, trasparenza nell’accesso ai dati ambientali e supporto alla transizione ecologica ed economica delle imprese locali, con un occhio di riguardo per le nuove generazioni.

Gli obiettivi da raggiungere

Tra gli obiettivi primari fissati per i prossimi tre anni spiccano la piena operatività gestionale del Parco Naturale Regionale, il raccordo organico tra i molteplici piani urbanistici e di tutela, la creazione di una piattaforma integrata di conoscenza e sorveglianza dell’ecosistema, il consolidamento della partecipazione civica e l’accompagnamento finanziario alla riconversione produttiva. La valenza operativa del testo ha già trovato una prima, decisiva sponda istituzionale: con il Decreto numero 48 dello scorso 4 settembre, il commissario straordinario per le bonifiche di Taranto, Vito Felice Uricchio, ha formalmente recepito la Raccomandazione e la relazione scientifica allegata all’interno degli atti di programmazione commissariale.

«Il passaggio fondamentale sarà ora verificare quanto queste raccomandazioni si tradurranno in atti vincolanti, programmi esecutivi e trasformazioni tangibili per la città», ha avvertito la professoressa Maria Casola, coordinatrice scientifica del progetto. «Non abbiamo semplicemente collezionato punti di vista, ma strutturato una sequenza lineare e verificabile che lega informazione, confronto pubblico, documentazione tecnica, vaglio giuridico e individuazione puntuale delle competenze istituzionali». Una cooperazione virtuosa lodata dallo stesso commissario Uricchio, che ha rimarcato la necessità di continuare a operare «nel solco di una governance illuminata e condivisa a tutela di un patrimonio naturale impareggiabile per l’intero Mezzogiorno».