Sostegno linguistico con il tetto del 30% per classe agli studenti che non conoscono l’italiano, il divieto di indossare burqa e niqab negli istituti, percorsi di lingua gratuiti (ma obbligatori per i genitori) e 70 milioni aggiuntivi contro la dispersione scolastica. Sono queste le misure chiave del nuovo decreto scuola approvato dal Consiglio dei Ministri, un pacchetto di interventi che punta a ridefinire i criteri di inclusione e semplificazione nell’istruzione pubblica.
Il provvedimento introduce un forte principio di corresponsabilità familiare: di fronte a gravi deficit linguistici degli alunni, i servizi sociali – su segnalazione degli istituti – disporranno corsi di italiano per i genitori, con sanzioni da 200 a 1.000 euro in caso di ingiustificato rifiuto. «Strumenti di buonsenso che non dividono, ma aiutano a integrare davvero, evitando classi-ghetto», ha dichiarato la premier Giorgia Meloni sui social, ribadendo la volontà di garantire una scuola fondata su regole certe e pari opportunità di partenza.
Oltre al rafforzamento del fondo contro l’abbandono scolastico per il 2026 – destinato anche alle attività di orientamento e alla valorizzazione dei docenti tutor -, il decreto interviene sul fronte della burocrazia. Come illustrato dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, sono stati stanziati 14 milioni di euro nel biennio per la digitalizzazione. Attraverso la nascita della piattaforma “Fascicolo del docente+”, il personale scolastico potrà gestire la propria carriera senza dover più presentare continue certificazioni cartacee.
