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Maria Lorusso e il concorso al Policlinico, la pista dei rapporti tra il presidente della commissione e il papà

Maria Lorusso e il concorso al Policlinico, la pista dei rapporti tra il presidente della commissione e il papà

Proseguono gli approfondimenti investigativi sull’assunzione di Maria Carmen Lorusso al Policlinico di Bari, vicenda finita al centro di un’inchiesta che negli ultimi giorni sta attirando crescente attenzione negli ambienti politici e sanitari del capoluogo pugliese. Gli investigatori starebbero concentrando l’attenzione sui rapporti personali e professionali tra il padre dell’ex consigliera, coinvolta nell’indagine «Codice interno», l’oncologo Vito Lorusso, e il professor Camillo Porta, che avrebbe presieduto la commissione incaricata della procedura selettiva contestata.

L’obiettivo degli accertamenti sarebbe comprendere se tra i due vi fossero relazioni di particolare vicinanza o frequentazioni tali da poter incidere, anche, indirettamente, sulla regolarità dell’iter concorsuale. Al momento non risultano contestazioni definitive né provvedimenti giudiziari nei confronti delle persone coinvolte, ma gli inquirenti starebbero ricostruendo una rete di contatti, rapporti accademici e conoscenze maturate nel tempo all’interno dell’ambiente medico barese. La vicenda ruota attorno all’assunzione di Mary Lorusso, ex esponente della politica cittadina, e alle modalità con cui sarebbe stata valutata dalla commissione esaminatrice, nella sua condizione di imputata in un altro processo.

Gli investigatori starebbero acquisendo documentazione amministrativa, verbali e atti relativi alla selezione per verificare se tutte le procedure siano state svolte nel rispetto delle norme e dei criteri di imparzialità previsti dalla legge. In particolare, l’attenzione degli inquirenti si starebbe soffermando sul ruolo del professor Porta, figura di rilievo nel panorama medico-scientifico nazionale, e sui possibili rapporti di conoscenza con il collega Vito Lorusso, professionista molto noto negli ambienti ospedalieri pugliesi. Gli accertamenti mirano a chiarire se eventuali rapporti personali siano stati dichiarati e se potessero configurare situazioni di incompatibilità o opportunità di astensione durante la procedura.

Il fascicolo, coperto dal massimo riserbo, si inserisce in un quadro più ampio di verifiche sulle procedure di selezione nella sanità pubblica, tema da tempo al centro del dibattito politico e istituzionale in Puglia. Gli investigatori starebbero, inoltre, ascoltando persone informate sui fatti per ricostruire i passaggi che portarono all’assunzione dell’ex consigliera comunale e comprendere se vi siano stati favoritismi o pressioni esterne. Nelle prossime settimane potrebbero emergere ulteriori elementi dagli approfondimenti investigativi e dall’analisi dei rapporti tra i protagonisti della vicenda. Per ora, però, l’inchiesta resta nella fase preliminare e tutte le ipotesi sono ancora al vaglio degli inquirenti.