Il dolore per una perdita contro natura si mescola alla richiesta di giustizia e alla gratitudine per una comunità che ha saputo stringersi attorno a una famiglia spezzata. A dieci giorni dalla tragedia che ha sconvolto Bisceglie, i familiari di Alicia Amoruso, la ragazzina di appena 12 anni morta schiacciata da un pino sradicato dal vento lo scorso 13 aprile, rompono il silenzio.
Lo fanno attraverso una lettera aperta inviata alla stampa, un messaggio intimo e al tempo stesso un monito per le istituzioni.
In queste settimane, le strade di Bisceglie si sono riempite di segni tangibili di lutto e solidarietà. «La morte di Alicia ci ha distrutti – scrivono i familiari – ma vedere fiori, peluche, cartelloni e striscioni per tutta la città è un piccolo grande sollievo per l’anima».
I parenti della piccola ringraziano pubblicamente «tutte le persone che hanno espresso partecipazione e affetto in questo momento terribile nel quale, nostro malgrado, siamo costretti ad affrontare un lutto devastante, aggravato da circostanze inaccettabili». Una gratitudine speciale è stata rivolta anche alla locale squadra di calcio, che ha espresso il proprio cordoglio con una nota ufficiale, e agli studenti di Bisceglie, che lo scorso 20 aprile hanno attraversato le vie del centro in un commosso corteo silenzioso. «Tutti gesti che ci hanno profondamente commosso. Grazie di cuore a tutti».
Oltre al lutto, c’è però l’attesa per le risposte che dovranno arrivare dalle aule di tribunale per accertare le responsabilità sul crollo di quell’albero. La famiglia di Alicia si affida alle istituzioni: «Confidiamo nel lavoro della magistratura, a cui garantiamo il nostro contributo nella ricerca della verità e della giustizia». La lettera si chiude con un appello fermo e perentorio, affinché la morte della 12enne non sia vana: quanto accaduto ad Alicia «non deve accadere mai più».









