La mobilitazione nazionale contro la legge Valditara è partita ufficialmente ieri da Lecce. Piazza Sant’Oronzo è diventata il cuore pulsante di una protesta che contesta duramente la nuova normativa sull’educazione affettiva e sessuale nelle scuole. Il testo del provvedimento impone paletti rigidissimi: vieta in modo assoluto qualsiasi attività legata all’educazione sessuale, all’affettività o all’identità di genere nelle scuole dell’infanzia ed elementari. Per le medie e le superiori, introduce l’obbligo del consenso preventivo scritto dei genitori, costringendo gli istituti a presentare una descrizione dettagliata di obiettivi e materiali prima di avviare i progetti. L’obiettivo dei manifestanti è chiaro: bloccare una legge ritenuta ideologica, che subordina il diritto alla crescita relazionale a un «visto» familiare, censurando temi chiave per la prevenzione della violenza.
La raccolta firme
In prima linea c’è Alessandra Caiulo, compagna di vita del compianto consigliere regionale Donato Metallo, che ha lanciato «L’Italia che ama educa»: già raccolte 4600 firme. «Ci sono battaglie talmente potenti che continuano a camminare anche quando chi le ha sognate non c’è più», ha spiegato Caiulo, ricordando la «Scuola d’Amore», il programma regionale pugliese fortemente voluto da Metallo per portare nelle scuole il rispetto delle differenze e la gestione non violenta dei conflitti. Una sfida che, ha sottolineato Caiulo, il presidente Antonio Decaro e l’assessora Silvia Miglietta hanno accolto e rilanciato con grande impegno. «Oggi quella visione è ancora più necessaria. I numeri ci dicono che nel 2025 sono state uccise 97 donne, quasi sempre all’interno di relazioni affettive. Inoltre, il bullismo coinvolge ogni anno oltre un milione di ragazzi.
Parliamo di disagi con una radice comune: l’incapacità di riconoscere il valore dell’altro e delle sue scelte». Caiulo ha espresso forte dissenso verso la linea del Governo: «Si parla di sicurezza senza investire sulla prevenzione culturale. Colpisce che il consenso perda centralità proprio quando si affrontano norme che dovrebbero contrastare la violenza sulle donne. Donato ci ha insegnato a costruire cultura prima delle emergenze. Da qui nasce la raccolta firme, sostenuta da Cgil, Arci, Casa delle Donne, Udu, Terra del Fuoco e Donne Democratiche». Caiulo ha anche ricordato la proposta di legge regionale, ora in mano al consigliere Stefano Minerva, che prevede l’esenzione dal ticket sanitario e il supporto psicologico per le vittime di violenza e per i loro figli in una Puglia in cui circa 3.000 donne si sono rivolte ai centri antiviolenza. Per Tommaso Moscara, segretario generale della Cgil Lecce, la legge Valditara è «un pericoloso salto all’indietro per la scuola pubblica».
