La Giunta per le autorizzazioni della Camera ha scelto di accelerare sul caso delle conversazioni digitali tra l’ex sottosegretario Andrea Delmastro e il ristoratore Mauro Caroccia, presunto vicino al clan Senese. La maggioranza ha votato contro l’integrazione istruttoria, stabilendo di passare direttamente al voto della Camera e puntando a negare l’accesso ai messaggi inviati dalla Procura di Roma. Una decisione arrivata dopo che la Giunta per il regolamento aveva sottratto la scelta al presidente dell’organismo, Devis Dori (Avs), affidandola al voto collegiale. Dori ha spiegato di non aver messo al voto la consultabilità delle chat per «non creare un precedente pericoloso», evidenziando come la Giunta sia un organo di garanzia che non dovrebbe affidare decisioni sensibili alle maggioranze di turno. La scelta di bloccare l’istruttoria rende di fatto inaccessibili i documenti trasmessi dai giudici.
Dure le reazioni dell’opposizione. Federico Gianassi (Pd) ha denunciato una gravità inedita: «È la prima volta che a un parlamentare viene impedito di visionare materiale depositato dal presidente della Camera. La destra ha paura e vuole chiudere in fretta». Il voto decisivo dell’Aula è atteso già domani, probabilmente nel pomeriggio dopo il Question Time o a seguito della fiducia sul decreto Pnrr. Dalla maggioranza fanno sapere che non chiederanno il voto segreto, lasciando l’eventuale iniziativa all’opposizione.
