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Stragi in mare: 17 morti alle Baleari, sfiorata tragedia nella Manica

La presidente delle Baleari, Marga Prohens, ha criticato il governo Sánchez per la gestione dei flussi nell’arcipelago

Stragi in mare: 17 morti alle Baleari, sfiorata tragedia nella Manica

Mentre i ministri dell’Interno dell’Unione Europea si riunivano in videoconferenza per discutere dell’emergenza migratoria a Ceuta, il mare tornava a mostrare il suo volto più crudele. Diciassette migranti sono morti dopo quindici giorni alla deriva su un barcone diretto alle Baleari. Parallelamente, altre 15 persone sono state soccorse al largo di Ibiza e 157 sono state tratte in salvo nella Manica dopo che l’imbarcazione su cui viaggiavano ha preso fuoco.

La tragedia nel Mediterraneo è emersa dal racconto dei soli due superstiti recuperati a sud-ovest di Maiorca dal Salvataggio Marittimo, avvistati dal traghetto Rosalind Franklin. Partita dal Nord Africa con 19 persone, l’imbarcazione è rimasta in balia delle onde per due settimane a causa di un guasto al motore. Diciassette migranti sono deceduti per fame e sete e i loro corpi sono stati gettati in mare dai sopravvissuti, ora ricoverati in condizioni gravissime a Palma di Maiorca. La presidente delle Baleari, Marga Prohens, ha criticato il governo Sánchez per la gestione dei flussi nell’arcipelago, dove le presenze restano elevate.

Dramma sventato, invece, al confine tra le acque francesi e britanniche. Un’imbarcazione con circa 160 persone a bordo ha preso fuoco, costringendo i passeggeri a lanciarsi in mare. L’intervento dei soccorsi ha evitato il peggio in una delle maggiori operazioni di salvataggio dal 2018 nella Manica, rotta dove nel 2026 si contano già oltre 14.500 traversate