La sindaca di Specchia, Anna Laura Remigi, è stata condannata a pagare una multa di 800 euro nel processo che la vedeva imputata con l’accusa di diffamazione aggravata per aver offeso la memoria del generale Luigi Cadorna, definendolo un «sanguinario» e «ominicchio di guerra», accostandolo a noti criminali come il mostro di Firenze e Jack lo squartatore.
La sentenza di primo grado è stata emessa dal giudice Andrea Giannone. Al centro della vicenda alcune esternazioni della Remigi durante una cerimonia pubblica nel dicembre 2022, che hanno portato il colonnello in congedo Carlo Cadorna, nipote del generale, a presentare querela e a costituirsi parte civile, avanzando una richiesta del risarcimento del danno pari a 15mila euro.
La querelle, in particolare, trae origine dalla modifica del nome di una via, proprio a Specchia. Via Gino Strada, non più via Cadorna, per decisione politica. Remigi, chiarì di aver solo avviato l’iter per la mutazione toponomastica: «L’amministrazione da me guidata ha solo manifestato l’intenzione di sostituire il nome del generale Luigi Cadorna, con il nome di Gino Strada, motivando il tutto con legittime e discrezionali intenzioni politiche.
Il gip Silvia Saracino aveva disposto l’imputazione coatta sulla base di questo principio: «Esula dai limiti del diritto di critica pronunciare in pubblico per poi pubblicarne il video sul web, espressioni quali “povero idiota”, “pazzo furioso”, “macellaio” e “ominicchio di guerra”, accostandolo a figure del passato quali il mostro di Firenze o Jack lo Squartatore».
