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Geolier, Max Pezzali e Tiziano Ferro a Bari: la città alla prova dei grandi concerti

In cinque giorni sono attese decine di migliaia di spettatori tra Arena della Fiera e lo stadio San Nicola. È stato predisposto un piano per mobilità

Geolier, Max Pezzali e Tiziano Ferro a Bari: la città alla prova dei grandi concerti

Bari entra in una di quelle settimane in cui la musica non resta chiusa nel recinto del concerto, ma diventa traffico, attesa, economia, rito. Oggi Geolier sarà alla Harley Davidson Arena del Levante, nell’area della Fiera, per l’Oversound Music Festival. Ventiquattr’ore dopo toccherà a Max Pezzali portare allo stadio San Nicola il suo «Max Forever – Gli Anni d’Oro». Mercoledì sarà invece la volta di Tiziano Ferro, sempre al San Nicola, con una tappa di «Stadi26». Tre appuntamenti ravvicinati, tre pubblici diversi, un’unica prova per una città che negli ultimi anni ha imparato a pensarsi anche come piattaforma dei grandi eventi. Il primo assalto sarà quello della generazione Geolier. Il rapper napoletano, arrivato alla dimensione dei grandi raduni senza perdere l’impronta di quartiere e di lingua, si esibirà alle 21 all’Arena del Levante. È il concerto più vicino alla temperatura del presente: un pubblico giovane, digitale, abituato a consumare le canzoni come appartenenza prima ancora che come intrattenimento.

Non sarà lo stadio, ma sarà comunque una verifica di peso per l’area fieristica e per l’Oversound, che porta a Bari una delle voci più riconoscibili della scena urban italiana.

Il giorno dopo, al San Nicola, il registro cambierà completamente. Max Pezzali non arriva con la promessa della novità, ma con qualcosa che spesso è più potente: la memoria che appartiene a tutti. Gli 883 e poi la carriera solista hanno trasformato canzoni apparentemente semplici in un’autobiografia di massa. «Hanno ucciso l’Uomo Ragno», «Sei un mito», «Come mai», «Gli anni» sono più di titoli da scaletta: restano fotografie di un’Italia cresciuta nei bar, nei motorini, nei pomeriggi di provincia, in una malinconia leggera diventata patrimonio comune. Lo show è previsto alle 21. La produzione ha indicato l’apertura della biglietteria e del ritiro accrediti alle 17, l’accesso a prato e prato gold dalle 17 e alle tribune dalle 18: un anticipo necessario per assorbire l’arrivo del pubblico. Mercoledì toccherà a Tiziano Ferro, inizio alle 21.15, con il tour negli stadi che segna il ritorno dal vivo in una dimensione nazionale. Ferro non è soltanto il cantante delle ballate sentimentali: è uno degli artisti che, dai primi anni Duemila, hanno spostato la canzone pop italiana verso un linguaggio più internazionale, costruendo un repertorio in cui la confessione privata diventa coro da stadio. «Xdono», il brano che lo lanciò, appartiene a quella stagione iniziale, ma il concerto barese parlerà inevitabilmente anche a un pubblico che con quelle canzoni è cresciuto e oggi le ritrova in una forma più adulta.

La prova della città

La questione, però, non è solo musicale. Quando tre concerti di queste dimensioni si concentrano in cinque giorni, la città deve funzionare. Per le due serate al San Nicola, Comune e Amtab hanno predisposto navette da via Capruzzi, all’altezza del civico 152, con unica fermata intermedia al Polipark. Il servizio partirà alle 14, con corse ogni dodici minuti circa; al ritorno i bus muoveranno da via Nicola Vernola. Il Polipark metterà a disposizione 1.384 posti coperti e 30 posti riservati alle persone con disabilità. Saranno aperte anche le aree di parcheggio nei pressi dello stadio, dalle 7.30 alle 24. È la parte meno romantica e più decisiva di un concerto. Perché la riuscita di un grande evento non si misura soltanto dagli applausi, ma dal modo in cui una città accompagna l’arrivo e l’uscita di migliaia di persone, riducendo il ricorso all’auto privata e impedendo che la festa diventi imbuto. Bari ha davanti tre notti molto diverse: il rap identitario di Geolier, il romanzo popolare di Pezzali, la confessione monumentale di Ferro. In mezzo, la stessa domanda: se il Sud può essere soltanto tappa di passaggio o confermarsi stabilmente un centro della geografia live italiana. Questa settimana la risposta passerà da Bari.