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Nardò, la rivolta dei trattori all’ex Consorzio di Bonifica dell’Arneo: agricoltori tentano l’occupazione – FOTO

La rabbia è esplosa questa mattina, alimentata da un rapido tam-tam tra le campagne salentine. Decine di agricoltori, a bordo dei propri trattori, si sono presentati davanti all'ingresso degli uffici dell'ex Consorzio di Bonifica dell'Arneo, a Nardò, tentando di occupare la sede. Una protesta clamorosa, giunta al culmine di anni di tentativi pacifici andati a…
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La rabbia è esplosa questa mattina, alimentata da un rapido tam-tam tra le campagne salentine. Decine di agricoltori, a bordo dei propri trattori, si sono presentati davanti all’ingresso degli uffici dell’ex Consorzio di Bonifica dell’Arneo, a Nardò, tentando di occupare la sede. Una protesta clamorosa, giunta al culmine di anni di tentativi pacifici andati a vuoto, con i manifestanti pronti a prolungare il presidio a oltranza, anche per tutta la notte.

Al centro della mobilitazione c’è la richiesta di alleggerire una pressione fiscale ritenuta insostenibile e, soprattutto, ingiustificata. Il bersaglio principale è il famigerato “Tributo 630”, l’imposta richiesta a migliaia di utenti (non solo aziende agricole, ma anche semplici cittadini) per presunti “benefici di difesa idraulica”.

La protesta poggia su un dato di fatto che gli agricoltori denunciano da tempo: le opere di mitigazione idraulica, per le quali pagano il tributo, sarebbero del tutto inefficaci o inesistenti. Una tesi supportata, purtroppo, dai recenti nubifragi che hanno causato l’esondazione del Canale Asso, distruggendo serre e seminativi. La richiesta di denaro da parte dell’ente ha generato un’ondata di contenziosi legali (che intasano l’albo pretorio) e ha visto scendere in campo anche volti noti: persino il cantante Al Bano ha fatto causa al Consorzio per gli stessi motivi.

A infiammare ulteriormente gli animi è la gestione delle risorse da parte dei vertici del Consorzio. Mentre le aziende agricole vengono strangolate dai fermi amministrativi sui mezzi da lavoro (bloccati per il mancato pagamento dei tributi, portando le imprese al fallimento), i manifestanti puntano il dito contro le spese dell’ente, come il recentissimo noleggio di 98 Fiat Panda ibride destinate alle attività istituzionali.

La contestazione politica e la patata bollente per Decaro

Sul luogo della protesta è giunto anche il capogruppo regionale del Pd ed ex presidente della Provincia di Lecce, Stefano Minerva. Il suo tentativo di mediazione – con la promessa di un’interlocuzione imminente con l’Agenzia delle Entrate per bloccare i fermi amministrativi sui trattori – è stato però respinto al mittente dai manifestanti, che hanno duramente contestato l’incapacità della politica di risolvere il problema negli anni passati.

La questione è ora sul tavolo del nuovo governatore della Puglia, Antonio Decaro. Dal primo gennaio 2024, infatti, le funzioni dell’Arneo e degli altri storici consorzi (Ugento Li Foggi, Stornara e Tara, Terre d’Apulia) sono state accorpate nel nuovo Consorzio di Bonifica Centro Sud Puglia. Un maxi-ente che ha ereditato personale, sedi e, a quanto pare, anche una rabbia sociale ormai fuori controllo.

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