Lecce è una città d’arte, un gioiello barocco ammirato in tutto il mondo, ma la sua bellezza rischia di essere offuscata da un problema tanto comune quanto evitabile: l’inciviltà di alcuni proprietari di cani. La sindaca Adriana Poli Bortone è intervenuta con fermezza sulla questione, sottolineando come passeggiare per le vie del centro e delle periferie possa trasformarsi, talvolta, in un’esperienza «imbarazzante». Il degrado non è figlio del randagismo, fenomeno ormai monitorato grazie alla sinergia tra Comune e Asl, ma della noncuranza dei cittadini.
Un problema di cultura
Secondo la prima cittadina, imbattersi in deiezioni canine abbandonate è il segnale di una lacuna culturale che ferisce il decoro urbano. «Si tratta degli effetti dell’incuria di chi non si preoccupa di smaltire i rifiuti dei propri animali come previsto dai regolamenti», spiega Poli Bortone. Nonostante la maggioranza dei leccesi dimostri un profondo senso civico, la disattenzione di una minoranza finisce per pesare sull’immagine complessiva della città, specialmente agli occhi dei numerosi turisti che la affollano.
L’invito
Il danno non è solo estetico, ma d’immagine: per una città che ambisce a standard europei, la sporcizia stradale è un biglietto da visita inaccettabile per i visitatori. La sindaca non invoca immediatamente il pugno di ferro delle sanzioni, preferendo invece un approccio basato sulla responsabilità. L’invito è chiaro: dotarsi di guanti e sacchetti, piccoli gesti che definiscono un contesto evoluto e al passo con l’Europa. «Mi piacerebbe avere un atteggiamento collaborativo da parte dei cittadini», ha dichiarato, aggiungendo che le multe dovrebbero essere l’estrema ratio per i casi di incuria reiterata. L’obiettivo finale è far sì che l’amore riservato agli amici a quattro zampe si rifletta in un uguale rispetto verso la comunità e gli spazi comuni, affinché Lecce torni a splendere senza macchia.









