«Non voglio essere più buonista. Mi sono ispirata a Silvia Salis e ho fatto come lei: ho denunciato». Lo afferma la sindaca di Lecce, Adriana Poli Bortone, che ha sporto denuncia contro oltre cento hater, autori di frasi ritenute diffamatorie, scritte sui social dopo il furto commesso nei giorni scorsi nella villa della prima cittadina.
La sindaca, assistita dall’avvocata Francesca Conte, ha messo insieme l’elenco dei post contenenti insulti, alcuni scritti da profili con nome e cognome, altri «con la vigliaccheria ulteriore», ha detto, di usare nickname per nascondere la propria identità.
“Tra ladri non ci si tocca” e “hanno fatto bene” sono solo alcune delle frasi denunciate. I reati ipotizzati nella querela sono diffamazione aggravata via social e istigazione all’odio. «Che ci sia gente che gode delle disgrazie altrui mi sembra davvero disgustoso – ha aggiunto Poli Bortone – qui c’è una vera e propria istigazione all’odio, un fatto socialmente preoccupante».
La prima cittadina del capoluogo salentino ha ribadito che «non c’è da essere più buonisti, altrimenti si passa per stupidi oppure si può pensare che si abbia qualcosa da nascondere. Io non ho niente da nascondere e non posso essere definita “ladra”, quindi invito coloro che hanno scritto robaccia del genere a predisporsi per dimostrare quello che è il loro assunto, dal momento che saranno tutti denunciati».
Tra gli autori dei post «ci sono tante donne, le stesse – ha detto ancora Poli Bortone – che magari poi vanno nei convegni a parlare di violenza contro le donne. Credo che da un lato ci sia odio politico e dall’altro invidia sociale, che viene essenzialmente dalle donne e questo mi dispiace».
Poli Bortone ha già annunciato che ogni eventuale risarcimento sarà devoluto a finalità sociali.
