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Bari, Neurochirurgia d’avanguardia al Di Venere: eseguiti i primi interventi con la navigazione 3D

La piattaforma si basa su un arco radiologico mobile che fotografa l’area da operare in 3D e invia i dati al neuronavigatore, guidando i chirurghi

Bari, Neurochirurgia d’avanguardia al Di Venere: eseguiti i primi interventi con la navigazione 3D

All’ospedale Di Venere è entrata in funzione una piattaforma d’avanguardia, acquistata dall’Asl Bari grazie a un investimento da 600mila euro rinveniente dai fondi europei Fesr-Fse 2021-2027.

La tecnologia (sistemi O-Arm e StealthStation S8) integra immagini tridimensionali e neuronavigazione in tempo reale, ed è già stata impiegata con successo nei primi sei interventi su tumori midollari, metastasi e traumi della colonna. Tra i primi pazienti trattati, un giovane affetto da un raro ependimoma del midollo spinale ha già mostrato un recupero dalla paraparesi.

La piattaforma si basa su un arco radiologico mobile che fotografa l’area da operare in 3D e invia i dati al neuronavigatore, guidando i chirurghi con precisione millimetrica.

Questa mattina il direttore generale dell’Asl Bari, Luigi Fruscio, ha visitato il blocco operatorio insieme al direttore medico di presidio Maurizio Marra, al direttore amministrativo Giuseppe Volpe, al direttore di Neurochirurgia Bruno Romanelli e al direttore di Anestesia e Rianimazione Claudio Petrillo.

«Questa piattaforma rappresenta un investimento nella qualità delle cure e nella sicurezza», ha dichiarato Fruscio. «Offre ai chirurghi strumenti che migliorano l’accuratezza e riducono i margini di errore».

Il sistema si applica anche alla neurochirurgia cranica (come ad esempio per il Parkinson) e ai traumi del bacino.

Si tratta di un «cambiamento concreto», ha evidenziato il direttore Romanelli. «Prima servivano fino a 15 giorni per guide 3D personalizzate; oggi abbiamo la ricostruzione subito, anche di notte nelle emergenze. Inoltre, si riduce la radioesposizione per l’équipe, che non deve più indossare per ore i pesanti camici in piombo da dieci chili».

L’apparecchiatura consolida la Neurochirurgia del Di Venere, che esegue 1.200 interventi l’anno, dei quali circa la metà dedicati alla chirurgia vertebrale.