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Lecce, caso Ager: l’ira di Poli Bortone contro Fratelli d’Italia

Lecce, caso Ager: l’ira di Poli Bortone contro Fratelli d’Italia

Acque agitate a Palazzo Carafa. La furia della sindaca Adriana Poli Bortone si abbatte su Fratelli d’Italia. A far scatenare l’ira della prima cittadina la mancata elezione all’interno di Ager, l’Agenzia territoriale della Regione Puglia per il servizio gestione rifiuti. Le votazioni si sono svolte ieri in Comune, ma la prima cittadina non era stata informata dal centrodestra regionale che la scelta sarebbe caduta su Johnny Toma, sindaco di Matino iscritto a Fratelli d’Italia.

La rabbia di Poli Bortone, secondo indiscrezioni trapelate da Palazzo di Città, si è abbattuta su due assessori del partito della Meloni durante la riunione di giunta. «Le vostre delibere non saranno discusse e votate», ha detto la sindaca rivolgendosi ai due esponenti del governo cittadino. Alle richieste di spiegazioni da parte di un’assessora, la prima cittadina ha risposto di tacere, altrimenti le avrebbe tolto le deleghe. Reazione che ha colpito profondamente l’assessora che in lacrime ha abbandonato la seduta. Non è andata meglio all’assessore che chiedeva l’approvazione della sua delibera.

«Andate da Gemmato, andate dalla Meloni, chiedete a loro, perché Fratelli d’Italia si comporta male con me», ha risposto Poli Bortone. Secondo i bene informati, la sindaca non ha ancora digerito la mancata elezione a presidente della Provincia, quando si è sentita tradita dai suoi. Così come, spiegano dai palazzi della politica, non ha digerito il passaggio del consigliere Massimo Fragola, capogruppo di Io Sud, movimento da lei fondato, a Fratelli d’Italia. La palla, adesso, passa ai vertici cittadini e regionali di Fratelli d’Italia e alle decisioni che prenderanno dopo quanto accaduto.

La questione sarà affrontata nelle prossime ore, molto probabilmente agli inizi della settimana entrante. Dalla posizione che prenderà il partito della Meloni dipenderà anche il futuro dell’amministrazione, perché ieri si è consumato uno strappo che potrebbe lasciare strascichi all’interno della maggioranza.