Sopralluogo notturno del presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, sul cantiere della cosiddetta metropolitana di superficie del Salento.
Il governatore pugliese, a bordo dei carrelli delle Ferrovie del Sud-Est, ha potuto prendere contezza dell’andamento dei lavori per l’elettrificazione e l’installazione di nuovi sistemi di sicurezza che permetteranno ai treni di superare i 50 chilometri orari lungo la tratta tra Maglie e Zollino. «Ci vorranno ancora mesi ma nel 2027 ridurremo i tempi di percorrenza da Lecce a Gagliano dalle attuali due ore e dieci minuti a un’ora e mezza circa».
L’iniziativa di Decaro è stata accolta positivamente dal capogruppo di Fratelli d’Italia nel Consiglio regionale della Puglia, Paolo Pagliaro, anch’egli presente al sopralluogo: «Finalmente il mio appello è stato ascoltato», afferma, sottolineando che la metropolitana di superficie del Salento «consentirà di rottamare le carrozze a gasolio del “Far West” per passare a treni elettrificati e moderni. Finalmente s’intravede la luce in fondo al tunnel di trasporti ferroviari antiquati che condannano il Salento ai margini della mobilità come denuncio da 20 anni».
Pagliaro ricorda di aver «chiesto audizioni in Commissione Trasporti» e «presentato una mozione per impegnare la Regione a completare la metropolitana di superficie del Salento, approvata il 6 luglio 2022 e attuata con lo stanziamento di 50 milioni di euro». Sebbene il cronoprogramma dei lavori sia lento «stiamo arrivando finalmente all’obiettivo che rivoluzionerà il trasporto ferroviario nel Salento», prosegue.
Il capogruppo di Fratelli d’Italia, pur apprezzando il sopralluogo di Decaro, sottolinea che, però, «non basta» e chiede al presidente della Regione Puglia «costanza e attenzione su questa vicenda. Non basta elettrificare – afferma -, bisognerà ammodernare le stazioni e i servizi, e noi continueremo ad incalzare. La Regione vigili sul cronoprogramma e ci metta anche risorse proprie, come fa con altre ferrovie in concessione (vedi i 57 milioni finanziati per la nuova flotta di treni delle Ferrovie Nord Barese)», conclude Pagliaro.










