Dramma sventato a Padova, dove un 40enne pakistano con precedenti penali è stato arrestato dalla Squadra Mobile con l’accusa di violenza sessuale aggravata ai danni di un 13enne. L’episodio è avvenuto nel bagno di un esercizio pubblico della città euganea gestito dai genitori della vittima. Decisivo l’intervento della famiglia: allarmato da movimenti sospetti, un avventore ha avvisato madre e padre che si trovavano dietro il bancone. I genitori, trovando la porta chiusa dall’interno, hanno deciso di sfondarla cogliendo l’indagato in flagrante.
L’arrivo tempestivo delle volanti della Polizia e del 118 ha permesso di prestare soccorso al ragazzino, trovato in evidente stato di shock, e di bloccare l’aggressore. Gli investigatori, coordinati dal questore Marco Odorisio, hanno ricostruito la dinamica anche grazie alle telecamere di videosorveglianza, avviando inoltre le procedure per la revoca del permesso di soggiorno dell’uomo, residente in Emilia-Romagna.
La vicenda ha suscitato immediate reazioni nel dibattito politico nazionale. «Notizie come questa confermano che quanto ha chiesto la Lega serve», ha dichiarato il sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari, annunciando l’avvio di un tavolo tecnico con i ministeri dell’Interno e della Salute per introdurre misure volte a contrastare la recidiva, tra cui il trattamento farmacologico di blocco androgenico o castrazione chimica.
