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Un piano per spingere Lotito a cedere la Lazio, perquisizioni della Dda: tre indagati

Il patron del club biancoceleste ha denunciato una campagna diffamatoria e intimidatoria nei suoi confronti

Un piano per spingere Lotito a cedere la Lazio, perquisizioni della Dda: tre indagati

Un piano, fatto anche di fake news, per indurre Claudio Lotito a cedere la Lazio. È questa l’ipotesi investigativa dei pm della Dda di Roma che ieri mattina hanno disposto le perquisizioni nei confronti del presidente della Banca del Fucino, Mauro Masi, dell’amministratore delegato dell’istituto di credito, Francesco Maiolini e di Luigi Bisignani.

I carabinieri del Nucleo Investigativo di via In Selci hanno acquisito documenti e i device dei tre indagati che ora verranno analizzati. I pm contestano il reato di manipolazione del mercato. In soldoni una attività di aggiotaggio messa in atto con la diffusione di «notizie false» compiuta per «provocare una sensibile alterazione del prezzo delle azioni della SS Lazio Spa, società quotata».

Le carte

L’indagine «madre» è scattata nel 2024 e nel dicembre scorso aveva già portato all’iscrizione di cinque persone. Nel capo di imputazione si afferma che Masi, Maiolini e Bisignani «agendo in concorso tra loro e con terzi hanno concorso moralmente alla diffusione a mezzo social network o attraverso la testata “Millenovecento”, e hanno concorso moralmente e materialmente attraverso il quotidiano II Tempo, cui collabora Bisignani, alla diffusione di notizie false relative alla imminente cessione da parte di Lotito del pacchetto azionario di controllo della Lazio, allo stato di decozione delle società controllate da Lotito, alla intenzione di Lotito di far deliberatamente retrocedere la squadra della Lazio in una serie minore al fine di ottenere il cosiddetto paracadute di 35 milioni di euro».

Nel decreto di perquisizione vengono ricostruite le ultime tappe della presunta campagna di delegittimazione del patron biancoceleste. I pm ricordano che l’11 giugno 2025 è stato esposto a Roma, in Piazza del Parlamento, uno striscione con la scritta «Lotito Libera la Lazio». Pochi giorni prima, il 30 giugno, in piazza San Lorenzo in Lucina quattro giovani espongono uno striscione con la scritta «Forza Italia: Libera la Lazio» nei pressi di uffici del partito. Lotito passa alle vie legali con denunce in cui afferma di essere vittima da circa un anno «di una campagna diffamatoria e intimidatoria» finalizzata a costringerlo a vendere.

La difesa

In relazione all’iniziativa dei pm, Masi si dice «basito» per le accuse «che mi vengono rivolte da una denuncia di Lotito. Accuse completamente e totalmente false». E infine aggiunge: «Ho già dato mandato al mio avvocato di presentare denuncia per calunnia». Dal canto suo la Banca ricorda di non essere indagata precisando di «non avere mai finanziato, direttamente o indirettamente, alcuna iniziativa, campagna o attività riconducibile alle vicende oggetto dell’indagine, né alcuna iniziativa lesiva degli interessi della Lazio, dei suoi azionisti e di tutti i suoi vertici». Presto ulteriori novità.