«Nei suoi scritti Goethe prese in prestito un termine dai chimici del suo tempo: l’affinità elettiva, ovvero quella tendenza di elementi diversi a combinarsi grazie alla loro attrazione intrinseca: il Canada e l’Europa non sono legati da vincoli geografici, siamo legati da un’affinità elettiva, scelta, rinnovata e, proprio per questo, ancora più forte: Canada ed Europa insieme sono più forti». Con queste parole il premier canadese Mark Carney è intervenuto davanti alla Plenaria del Parlamento europeo, evidenziando come Ottawa valuti con favore la prospettiva dell’integrazione: «Il Canada apprezza l’ambizione di essere il primo membro associato dell’Ue e le indagini ci mostrano che la maggioranza dei canadesi sarebbe favorevole a legami più approfonditi. Un’alleanza per il futuro è un approccio: Canada e Ue dovrebbero garantire la nostra indipendenza strategica con una cooperazione molto stretta in ogni settore. Dobbiamo approfondire i legami tra i nostri popoli, dobbiamo andare verso un commercio digitale tra di noi: l’appartenenza del Canada all’Erasmus Plus darebbe ai nostri e ai vostri studenti grandi opportunità, mentre fare parte della prossima generazione di Horizon ci permetterebbe di cooperare su tecnologie avanzate e di far cooperare i nostri istituti di ricerca».
L’iniziativa ha raccolto un forte sostegno ai vertici delle istituzioni comunitarie, come confermato dalle dichiarazioni rilasciate a Strasburgo dal commissario europeo alla Difesa Andrius Kubilius: «Per quanto riguarda il Canada, la proposta di renderlo il primo Paese associato all’Ue e di includerlo nel futuro Consiglio per la sicurezza rappresenta un passo davvero storico e fondamentale: ciò porterà notevoli vantaggi a entrambe le parti, e non solo. Considero questa un’iniziativa geopolitica di portata globale, che dimostra come l’Europa stia diventando il baricentro geopolitico e il baluardo a tutela delle democrazie mondiali: si tratta di un aspetto di grande importanza e dal profondo significato».
A margine del punto stampa, Kubilius ha ribadito la solidità delle relazioni bilaterali ai microfoni dell’ANSA: «Consideriamo il Canada un partner davvero molto forte: abbiamo un accordo di libero scambio e l’anno scorso abbiamo inoltre raggiunto un traguardo fondamentale firmando un’intesa per la sua partecipazione agli aspetti legati al programma Safe, elemento che apre le porte a una cooperazione molto più solida in ambito di difesa». Riguardo alla natura della futura intesa, il commissario ha infine precisato: «Non si tratterà di un accordo di associazione speciale nel senso stretto del termine, anche se ovviamente il Canada è un partner speciale di per sé: ritengo però necessario valutare quali strumenti di cooperazione possiamo adottare, dal momento che alcuni sono già in essere ma possiamo esaminarne altri aggiuntivi, per un livello di cooperazione che sarà ai livelli più alti».
