Un drone russo ha colpito una nave civile battente bandiera tanzaniana nel Mar Nero, uccidendo il capitano e ferendo altri tre membri dell’equipaggio mentre l’imbarcazione era diretta verso uno dei porti ucraini. A denunciarlo è il ministero dello Sviluppo Comunitario e Territoriale ucraino, secondo quanto riportato da Ukrainska Pravda: la struttura governativa accusa Mosca di minacciare sistematicamente la navigazione internazionale, attaccando in maniera continua gli scali del Paese, le relative infrastrutture portuali e le navi mercantili civili.
Contemporaneamente, nella capitale Kiev si registrano 18 persone ferite, tra le quali figurano due bambini, a causa dei raid notturni condotti dalle forze russe su edifici e infrastrutture ferroviarie: le istituzioni locali, riprese dai media nazionali, precisano che le incursioni hanno colpito edifici residenziali, istituti scolastici, strutture amministrative, uffici, distributori di benzina, magazzini, automobili e snodi ferroviari. L’amministrazione militare di Kiev aveva diramato in precedenza un «allarme rosso», invitando la popolazione a raggiungere tempestivamente i rifugi a causa di una imminente «minaccia di attacchi missilistici».
Nella Russia centrale, invece, un impianto di raffinazione del petrolio situato nella regione di Yaroslavl è stato danneggiato durante un attacco sferrato con velivoli non pilotati. A renderlo noto è stato il governatore Mikhail Yevrayev, spiegando le dinamiche dell’accaduto: «Oggi è stato respinto un massiccio attacco di droni nemici, sono stati abbattuti 65 droni e non si registrano vittime né feriti», ha dichiarato il responsabile regionale, aggiungendo che «una raffineria di petrolio è rimasta danneggiata e sono in corso le operazioni di spegnimento dell’incendio». La caduta dei frammenti dei droni ha inoltre mandato in frantumi le finestre di diversi condomini e danneggiato alcune automobili, mentre nella regione non risulta al momento in vigore alcun allarme droni.
