Un violento terremoto di magnitudo 7.1 ha colpito la prefettura di Kumamoto, nel sud-ovest del Giappone, sull’isola di Kyushu. La scossa, registrata a soli 10 chilometri di profondità, ha raggiunto il grado 7, il livello massimo della scala sismica locale, facendo riemergere i dolorosi timori legati al sisma devastante registrato nella stessa area nel 2016. Il bilancio provvisorio parla di almeno una vittima e di circa cinquanta feriti, ma le autorità temono un grave aggravamento. Risultano infatti dispersi tra i 20 e i 30 dipendenti del centro commerciale Aeon di Kashima, il cui secondo piano è crollato in seguito a un’esplosione, oltre a diversi operai di una cartiera in cui è crollata la ciminiera.
Il governo nipponico ha mobilitato 3.600 soccorritori per gestire l’emergenza. Nel frattempo, la premier Giorgia Meloni ha espresso profonda vicinanza all’omologa Sanae Takaichi e a tutto il popolo giapponese. L’allerta tsunami diramata subito dopo il sisma è fortunatamente rientrata nel giro di un paio d’ore, mentre le centrali nucleari della regione non hanno riportato danni, continuando a operare in sicurezza. Pesanti ripercussioni si registrano invece sui trasporti, con la sospensione temporanea dei treni ad alta velocità Shinkansen e numerosi ritardi o cancellazioni all’aeroporto di Tokyo Haneda. Nel frattempo, le scosse di assestamento continuano a susseguirsi senza sosta nella zona colpita.
