È appeso alla scadenza del prossimo 31 dicembre il futuro dei 307 lavoratori della Taranto Port Workers, l’agenzia nata a seguito della cessazione delle attività dell’ex Tct per salvaguardare il bacino occupazionale locale in attesa del rilancio dello scalo marittimo ionico. Le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil, insieme alle rispettive categorie dei trasporti e ai deputati tarantini Francesca Viggiano del Partito Democratico e Vito De Palma di Forza Italia, hanno sottoscritto un appello congiunto indirizzato al Governo e alla Regione Puglia per sollecitare interventi normativi e finanziari indilazionabili.
Al centro delle rivendicazioni vi è la proroga dell’Indennità di mancato avviamento e il prolungamento dell’operatività della struttura stessa: «In assenza di un intervento di proroga della misura di sostegno, a partire dal 1° gennaio si determinerebbe una condizione di grave criticità economica e sociale per i circa 307 lavoratori e le loro famiglie», spiegano i firmatari dell’iniziativa. Nel documento si chiede al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di velocizzare l’iter autorizzativo per la prosecuzione delle attività dell’ente e di applicare integralmente l’articolo 17 della legge istitutiva per favorire l’impiego del personale da parte delle imprese operanti nello scalo, mentre alla giunta regionale si sollecita il completamento dei moduli formativi legati all’Avviso JTF Portuali. L’obiettivo primario, chiariscono i promotori, risiede nell’evitare un vuoto di tutele al termine del 2026 e nell’avviare un piano concreto di formazione e reinserimento lavorativo, supportato dalla fissazione immediata di un cronoprogramma operativo e dalla convocazione di un tavolo di confronto istituzionale.
