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Tensioni Usa-Iran: Trump valuta l’attacco più grande di sempre mentre lo Stretto di Hormuz rischia il blocco totale

Il presidente statunitense preannuncia decisioni imminenti ma la Camera vota contro la guerra: la replica di Teheran minaccia lo stop globale al transito del petrolio

Tensioni Usa-Iran: Trump valuta l’attacco più grande di sempre mentre lo Stretto di Hormuz rischia il blocco totale

L’escalation militare tra Washington e Teheran sembra essere a un passo dal punto di non ritorno: il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato di valutare una nuova e imminente operazione militare massiccia, superiore per portata a «Epic Fury», affermando che l’Iran «non ha ancora ricevuto abbastanza dolore» per sedersi al tavolo dei negoziati. Il tycoon ha aggiunto che un eventuale supporto di Israele arriverebbe in tempi brevissimi ma che gli Stati Uniti non necessitano di alleati per agire, pur specificando che al momento non sono stati ancora impartiti ordini operativi diretti alle forze armate.

Lo strappo del Congresso e l’avviso globale per i cittadini Usa

Sul fronte politico interno la linea bellicista della Casa Bianca incontra però un’opposizione sempre più netta: la Camera americana ha infatti approvato a maggioranza, con 214 voti favorevoli e 208 contrari grazie al sostegno di 4 deputati repubblicani, un’altra risoluzione sui poteri di guerra per condannare e frenare le ostilità. Ciononostante, le operazioni sul campo non hanno subito rallentamenti.

In parallelo al voto del Congresso, il Dipartimento di Stato Usa ha diffuso un’allerta globale rivolta a tutti i propri cittadini, paventando gravi disagi ai viaggi e il rischio concreto di ritorsioni o attacchi contro sedi diplomatiche e interessi statunitensi nel mondo da parte dell’Iran e dei suoi alleati.

La dodicesima notte di raid del CentCom e la risposta delle Guardie Rivoluzionarie

Sotto il profilo strettamente militare il Comando Centrale degli Stati Uniti (CentCom) ha confermato di aver completato una nuova serie di bombardamenti – la dodicesima notte consecutiva di attacchi – prendendo di mira infrastrutture marittime, depositi di missili e sistemi di difesa per indebolire le capacità della Repubblica islamica e rafforzare il blocco navale. L’agenzia iraniana Fars ha contestualmente denunciato il grave danneggiamento di due imbarcazioni di ricerca e soccorso marittimo, la Naji 15 e la Naji 16, attribuendo il raid all’asse «americano-sionista».

Durissima la replica delle autorità di Teheran: il comando militare iraniano ha minacciato di bloccare completamente il transito globale di carburante attraverso lo Stretto di Hormuz se verranno colpite le infrastrutture strategiche del Paese, assicurando che «non passerà una goccia di petrolio». A conferma dell’altissima tensione nell’area, le Guardie Rivoluzionarie hanno reso noto che una petroliera supportata dagli Stati Uniti è stata colpita da un’esplosione dopo aver tentato di attraversare la rotta minata a sud dello stretto, costringendo altre due imbarcazioni a invertire la rotta.