Jens Spahn si è dimesso da capogruppo della Cdu/Csu. Il passo indietro, annunciato in una lettera anticipata da Bild, arriva dopo le forti pressioni del cancelliere federale tedesco Friedrich Merz. Il caso è sia politico sia etico: in settimana è emerso che Spahn e suo marito sono diventati padri ricorrendo alla gestazione per altri negli Stati Uniti, una pratica vietata in Germania e su cui la Cdu ha sempre mantenuto una linea di netta contrarietà. Lo stesso Spahn, da ministro della Salute nel 2020, aveva respinto la richiesta dei liberali dell’Fdp di una parziale legalizzazione.
Nella sua nota, Spahn ha spiegato che mantenere l’equilibrio tra la felicità personale di aver creato una famiglia e le aspettative istituzionali legate alla sua carica era diventato «più complesso di quanto avessi previsto», aggiungendo che «la famiglia rimane la cosa più importante». La guida del gruppo parlamentare passa ora ad interim al vice Alexander Hoffmann. L’ex ministro ha ringraziato Merz e il leader della CSU Söder per la fiducia, oltre al capogruppo Spd Miersch per il lavoro svolto a tutela della stabilità della coalizione.
Nonostante Spahn abbia difeso la legalità della sua scelta, la pressione interna era insostenibile dopo che lo scorso febbraio il congresso della Cdu aveva ribadito il fermo no alla maternità surrogata. Il cancelliere Merz ha definito le dimissioni «giuste e inevitabili», sottolineando che la credibilità è fondamentale in politica. Merz, ringraziando Spahn per il ruolo chiave nella transizione al governo, ha annunciato che proporrà a breve un successore d’intesa con gli alleati della Csu.
