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Sicurezza, movida ed emergenza abitativa: nasce il patto tra i sindaci. A Bari “giunta congiunta” con Bologna

L’iniziativa nasce con l’ambizione di superare i tradizionali protocolli d’intesa per diventare un metodo di lavoro strutturale

Sicurezza, movida ed emergenza abitativa: nasce il patto tra i sindaci. A Bari “giunta congiunta” con Bologna

Un patto strategico tra grandi città che introduce un modello inedito di collaborazione amministrativa nel panorama italiano. Lunedì mattina, la sala giunta di Palazzo della Città a Bari ospiterà una «giunta congiunta» con il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, e la sua squadra di assessori.

L’incontro, promosso dal primo cittadino barese Vito Leccese, mira a condividere soluzioni concrete su tre emergenze urbane cruciali: la sicurezza, la gestione della movida e l’emergenza abitativa.

L’iniziativa nasce con l’ambizione di superare i tradizionali protocolli d’intesa per diventare un metodo di lavoro strutturale, potenzialmente estendibile ad altri capoluoghi italiani. Il confronto entrerà subito nel merito delle rispettive buone pratiche. In tema di sicurezza urbana, i due nodi principali saranno i sistemi di videosorveglianza e presidio territoriale sviluppati a Bologna e i patti per la sicurezza siglati a Bari con la Prefettura e le forze dell’ordine.

Sul fronte della convivenza civile e della vita universitaria, l’attenzione si concentrerà sulla regolamentazione degli orari della movida e sul dialogo con i gestori dei locali. Infine, per la questione casa, le due amministrazioni valuteranno l’efficacia delle misure sul canone concordato, l’edilizia convenzionata e i progetti di rigenerazione dei quartieri popolari.

«Bari e Bologna condividono sfide comuni e la volontà di affrontarle insieme, mettendo a fattor comune esperienze e strumenti», ha dichiarato il sindaco Vito Leccese, sottolineando la natura operativa del vertice. «Non si tratta di un incontro simbolico, ma del primo passo di un metodo che rappresenta una vera innovazione nell’ambito della collaborazione tra enti locali e che potrebbe presto allargarsi a un più ampio confronto tra i principali capoluoghi del Paese».