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Sanremo, il prof Schettini ci sarà: all’Ariston un monologo sulle dipendenze giovanili per spegnere le polemiche

Nessuna retromarcia, nessun forfait clamoroso. Vincenzo Schettini, il professore di fisica più amato e discusso d'Italia, non diserterà il palcoscenico dell'Ariston. A confermare la sua attesa presenza come ospite durante la quarta serata del Festival di Sanremo (quella dedicata alle cover) è stato il vicedirettore dell'intrattenimento Prime Time della Rai, Claudio Fasulo. Il monologo: niente…
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Nessuna retromarcia, nessun forfait clamoroso. Vincenzo Schettini, il professore di fisica più amato e discusso d’Italia, non diserterà il palcoscenico dell’Ariston. A confermare la sua attesa presenza come ospite durante la quarta serata del Festival di Sanremo (quella dedicata alle cover) è stato il vicedirettore dell’intrattenimento Prime Time della Rai, Claudio Fasulo.

Il monologo: niente fisica, spazio al sociale

Chi si aspetta lavagne o esperimenti scientifici in diretta rimarrà deluso. L’intervento di Schettini farà da ponte tra la scuola, la cultura pop e l’impegno civile. «Parlerà di dipendenze e di disagio giovanile – ha anticipato Fasulo in conferenza stampa –, affrontando temi delicati che vanno dall’alcol e dalla droga fino alla dipendenza digitale». Un messaggio sociale forte, perfettamente in linea con la narrazione di questa 76esima edizione del Festival.

La bufera social

La conferma della sua presenza spazza via le nubi addensatesi negli ultimi giorni. Il docente pugliese era infatti finito al centro di una dura bufera mediatica a seguito di un’intervista al podcast BSMT di Gianluca Gazzoli, in cui ipotizzava un futuro dove gli insegnanti avrebbero venduto i propri contenuti online: «Perché la buona cultura non deve essere in vendita? Dobbiamo uscire dal cliché che la conoscenza debba essere sempre gratuita». Travolto dalle critiche di chi lo accusava di voler “privatizzare” l’istruzione, Schettini è corso ai ripari con un video chiarificatore sui social, tracciando una netta linea di demarcazione: la scuola pubblica resta un diritto costituzionale gratuito, mentre la produzione culturale extra-scolastica può essere monetizzata. «Se credete che la cultura debba essere sempre gratis – ha provocato il prof –, allora andate in un museo e pretendete di entrare senza pagare».

Ad alimentare il fuoco delle polemiche si era aggiunta anche la testimonianza anonima di un ex studente, che lo accusava di sacrificare le lezioni in classe per registrare i video per YouTube in cambio di voti più alti. Un’accusa respinta con forza non solo dal diretto interessato, ma anche dai rappresentanti d’Istituto del “Luigi dell’Erba” di Castellana Grotte. Attraverso una nota ufficiale firmata e diffusa online, i ragazzi hanno espresso piena solidarietà al loro docente, ricordando l’assenza totale di lamentele formali alla dirigenza scolastica e difendendo a spada tratta il suo metodo innovativo: «È sempre stato umano ed empatico con tutti i suoi studenti».

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