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Salario giusto, via libera al decreto: per assunzioni nella Zes bonus fino a 800 euro

Stanziati 934 milioni di euro: il provvedimento vincola gli incentivi al rispetto dei Ccnl leader e introduce la stretta sul caporalato digitale

Salario giusto, via libera al decreto: per assunzioni nella Zes bonus fino a 800 euro

La Camera dei Deputati ha approvato con il voto di fiducia il decreto sul salario giusto e il contrasto al caporalato digitale, un provvedimento strategico per il settore privato che mira a coniugare la tutela retributiva dei lavoratori con un poderoso pacchetto di incentivi per l’occupazione. La nuova legge mette in campo risorse complessive pari a 934 milioni di euro, destinate a finanziare i bonus per le assunzioni effettuate entro la fine dell’anno. Le agevolazioni sono rivolte all’inserimento di giovani under 35, donne in condizioni di svantaggio e disoccupati, sostenendo sia i nuovi contratti sia le stabilizzazioni attraverso la trasformazione dei rapporti a termine in contratti a tempo indeterminato.

Il fulcro economico e sociale del decreto si concentra proprio sul rilancio della Zona Economica Speciale (Zes). Per favorire l’occupazione nelle aree del Mezzogiorno e in alcune regioni del Centro Italia, il governo ha previsto una forte maggiorazione degli sgravi fiscali e contributivi. Nel dettaglio, per l’assunzione a tempo indeterminato di donne svantaggiate è riconosciuto l’esonero totale dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro per un massimo di ventiquattro mesi: la soglia ordinaria di 650 euro mensili sale a ben 800 euro per le aziende che assumono all’interno dei territori della Zes. Discorso analogo per i giovani under 35, per i quali il tetto standard di 500 euro al mese viene elevato a 650 euro nelle regioni Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria, Sardegna, Marche e Umbria. Infine, per l’assunzione di qualsiasi lavoratore disoccupato all’interno del perimetro della Zes, lo sgravio è fissato a 650 euro mensili.

L’accesso a queste importanti risorse è però rigidamente subordinato al rispetto del principio del «salario giusto». Il testo stabilisce che la contrattazione collettiva nazionale, siglata dalle organizzazioni datoriali e sindacali maggiormente rappresentative, è l’unico parametro per definire il Trattamento economico complessivo (Tec). Nel Tec rientrano tutte le voci retributive fisse, continuative, dirette e differite, incluse le mensilità aggiuntive, le indennità e il welfare contrattuale. I contratti minori dovranno adeguarsi ai Ccnl leader.

Tra le altre novità, spicca l’adeguamento automatico al 50% dell’inflazione Ipca per i contratti scaduti da oltre nove mesi e la stretta sul caporalato digitale per i rider. Per i ciclofattorini scatta l’obbligo di accesso alle piattaforme tramite identità digitale (Spid, Cie, Cns) e il divieto assoluto di cessione delle credenziali, con sanzioni fino a 1500 euro in caso di violazioni o di account duplicati. I rapporti di lavoro gestiti da algoritmi si presumeranno subordinati, mentre i tirocini nello stesso gruppo societario non potranno superare la durata massima di dodici mesi.