Un conto alla rovescia social pubblicato la notte prima dell’aggressione, il mito delle stragi scolastiche e una costante fruizione di video violenti online. Emergono dettagli sempre più inquietanti sulla psicologia del tredicenne che a Roma ha accoltellato la professoressa Isabella Marsilio. Il ragazzo, attualmente ricoverato in osservazione al Policlinico Umberto I sotto la vigilanza dei Carabinieri e accanto alla madre, appare «molto provato». Trattandosi di un minore non imputabile, non è piantonato, ma la sua situazione è monitorata con estrema attenzione dai medici.
Sportivo, amante della boxe ed ex allievo di karate, il 13enne viene descritto dalle ex compagne della scuola «Verga» di Centocelle come un ragazzo «alto, simpatico, ma che fa un po’ di casino e prende molte note». Nell’ultimo anno, tuttavia, qualcosa era cambiato: scatti d’ira, atteggiamenti di superiorità e un netto calo nel rendimento scolastico, anomalie mai riscontrate nei sette anni precedenti nello stesso istituto. Figlio unico di un dipendente comunale e di un’insegnante, il giovane non era seguito da uno psicologo, nonostante i segnali di disagio prospettati ai genitori.
A preoccupare gli inquirenti è soprattutto la sua vita digitale. Prima che TikTok oscurasse il suo profilo, il ragazzo contava oltre 70 mila «mi piace» e più di 4 mila follower. Sulla piattaforma o sui canali come YouTube, lo “smanettone” trascorreva ore a guardare contenuti violenti, fino al post con il countdown scattato poche ore prima dell’attacco alla docente. Un’esposizione mediatica anomala per la sua età, che ora spinge le forze dell’ordine a verificare se tra i suoi seguaci vi fossero anche adulti pronti a fomentare la sua deriva.
