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Militari morti in Bosnia, gli inquirenti analizzano la scatola nera del Chinook

La scatola nera ha registrato l’intero piano di volo dell’elicottero, con gli spostamenti e tutti i dati relativi al funzionamento

Militari morti in Bosnia, gli inquirenti analizzano la scatola nera del Chinook
Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, accoglie a Ciampino le salme dei militari morti nell’incidente dell’elicottero in Serbia

Potrebbero arrivare dall’analisi della scatola nera le risposte che la Procura di Roma sta cercando per chiarire la dinamica del tragico schianto dell’elicottero Chinook in Bosnia che ha provocato la morte di quattro militari italiani. I magistrati di piazzale Clodio, che hanno avviato un procedimento al momento contro ignoti in cui si ipotizzano i reati di disastro colposo e omicidio colposo, hanno acquisito il dispositivo elettronico presente sul mezzo che nell’ambito della maxiconsulenza tecnica che verrà affidata verrà esaminato dagli specialisti della Difesa. La scatola nera ha registrato l’intero piano di volo dell’elicottero, con gli spostamenti e tutti i dati relativi al funzionamento.

Parallelamente si procederà con l’analisi dei rottami del mezzo che era impegnato in una operazione nell’ambito della missione Eufor Althea. In Bosnia gli investigatori italiani, in stretta collaborazione con le autorità locali, hanno riposizionato i resti del Chinook rimettendolo, sostanzialmente, in piedi per procedere con le verifiche. In base a quanto ricostruito l’elicottero era atterrato, come previsto, in un campo di volo nella zona di Brcko per il cambio piloti. Nelle operazioni di ripartenza però il velivolo ha perso quota andandosi a schiantare sul terreno. Nell’impatto sono morti sul colpo i sergenti Simone Ruggia e Claudio Marchesi e il tenente Franco Adriano Zecchillo del Corpo Militare della Croce Rossa.

La collega di quest’ultimo, il sergente Laura Procacci, è stata trasportata in condizioni disperate in ospedale dove è morta a causa delle ferite. Un quadro confermato anche dall’autopsia svolta sul corpo della donna all’istituto di medicina legale di Tor Vergata dalla quale è emerso che il decesso è stato causato da gravissimi traumi da schiacciamento. Il pm di piazzale Clodio, Francesco Saverio Musolino, tornerà ad ascoltare i superstiti appena le condizioni lo consentiranno. Un’attività già in parte effettuata dalle forze dell’ordine italiane inviate in Bosnia subito dopo l’incidente. Gli investigatori hanno ascoltato anche tre piloti che erano a bordo dell’elicottero. Al momento l’ipotesi che si fa strada è quella di una avaria. I due piloti, infatti, avevano gli stessi comandi e ciò fa escludere un possibile doppio errore umano. La procura ordinaria non è l’unico ufficio giudiziario al lavoro su quanto accaduto. La Procura Militare della Capitale ha infatti avviato un fascicolo, anche in questo caso contro ignoti, in cui si ipotizza il reato di perdita colposa di aeromobile.