Tra lacrime, palloncini bianchi e un lungo applauso, la salma avvolta nel tricolore della sergente Laura Procacci ha fatto il suo ingresso nella chiesa di Santa Maria Assunta e Sant’Isidoro a Montegrosso, borgo alle porte di Andria. La 32enne del corpo militare della Croce Rossa, rimasta uccisa giovedì scorso nel tragico schianto d’elicottero in Bosnia-Erzegovina, è stata accolta stasera dal doloroso ed intimo abbraccio della sua comunità per la veglia di preghiera, destinata a proseguire fino a notte fonda.
Il feretro, portato a spalla dai militari dell’Esercito Italiano, è stato scortato dalle crocerossine e dai colleghi volontari in divisa rossa, che hanno tenuto stretto lo zaino di servizio di Laura con impressi i suoi iniziali. In prima fila, devastati dal lutto, la mamma Maddalena, il papà Giuseppe e le sorelle Mariagiovanna e Giulia. Ad attendere il rientro della salma vi erano anche la prefetta di Barletta-Andria-Trani, Flavia Anania, i vertici provinciali delle forze dell’ordine, la sindaca di Andria, Giovanna Bruno, e un’ex insegnante della giovane, che ha ricordato con commozione gli anni del liceo di una studentessa brillante da «tutti 10».
Le esequie solenni si svolgeranno domani, mercoledì 4 novembre, alle ore 16, presso il Santuario della Madonna dei Miracoli ad Andria. Per la giornata dei funerali è stato proclamato il lutto cittadino sia ad Andria sia a Canosa di Puglia, comune in cui risiede la famiglia della giovane. Il rito sarà presieduto dal vescovo di Andria, monsignor Luigi Mansi: «Laura ha incarnato con coraggio e altruismo la vocazione a farsi prossimi verso i più deboli e bisognosi – è stato il ricordo del presule –. Questo momento di lutto così doloroso deve trasformarsi in un’occasione di profondo raccoglimento, fraternità e rinnovato impegno per la costruzione della concordia».
L’appello di don Peppino
In questo clima di profonda commozione, si innalza l’accorato appello di don Peppino Ruotolo, parroco della chiesa di Santa Maria Assunta e Sant’Isidoro, che chiede un riconoscimento formale per il percorso universitario della giovane.
«Ho chiesto, e sarà una mia richiesta pressante, che a Laura venga conferita la laurea alla memoria. Le mancava soltanto da presentare e discutere la tesi: la merita tutta», ha dichiarato il sacerdote. La 32enne era infatti iscritta alla facoltà di Medicina dell’Università “La Sapienza” di Roma, dove stava completando con dedizione un cammino di studi portato avanti parallelamente al suo impegno in divisa e nel volontariato.
Davanti alla parrocchia del borgo, intanto, la cittadinanza ha allestito un piccolo punto di ricordo tra mazzi di fiori, fotografie e striscioni toccanti. Ripensando anche ai solenni funerali di Stato celebrati in mattinata nella capitale, don Peppino ha voluto condividere il proprio sconforto: «Non vi nascondo che è scesa qualche lacrima; persino Gesù davanti alla tomba di Lazzaro si commosse e pianse. Dobbiamo ammirare Laura: ci ha lasciato un esempio concreto di come si possa vivere la giovinezza dando tutto se stessi per gli altri».








