Sarà una perizia tecnica disposta in sede di incidente probatorio a stabilire l’attendibilità dell’alibi fornito da Francesco Martiradonna (26 anni) e Antonio Manzari (39 anni), arrestati lo scorso 22 ottobre perché ritenuti coinvolti nell’omicidio di Ivan Lopez. Il 32enne venne freddato a colpi d’arma da fuoco il 29 settembre 2021 nel quartiere San Girolamo di Bari, mentre rientrava verso casa a bordo di un monopattino.
Secondo la ricostruzione della Dda di Bari, Manzari sarebbe l’esecutore materiale del delitto, mentre Martiradonna lo avrebbe aiutato a costruirsi un alibi portando con sé a Torino il cellulare del presunto killer per simulare la loro presenza allo stadio in occasione di una partita della Juventus. Entrambi gli indagati respingono fermamente le accuse, continuando ad affermare di essersi trovati insieme nel capoluogo piemontese la sera dell’agguato.
Per chiarire il giallo, il Gip ha accolto l’istanza presentata dai legali della difesa, gli avvocati Francesco Saverio Digilio e Valeria Volpicella. L’incarico al perito verrà conferito il prossimo 6 novembre: l’esperto dovrà scandagliare a fondo i contenuti del telefono di Martiradonna, analizzando foto, video, registri Gps, dati di geolocalizzazione e persino l’archivio delle storie Instagram pubblicate in quella giornata. L’obiettivo sarà accertare l’autenticità dei file ed escludere eventuali alterazioni o incongruenze temporali e geografiche nei metadati.
