L’Iran replica a Donald Trump e affida al mediatore Pakistan la risposta al piano di pace americano per chiudere il conflitto. Dopo aver tenuto gli Stati Uniti in attesa per 48 ore, Teheran scioglie la riserva e precisa con l’agenzia statale Irna che l’attuale fase dei negoziati è incentrata sulla fine delle ostilità in Medio Oriente e sulla sicurezza alla navigazione nello Stretto di Hormuz, senza fornire dettagli sul merito.
«L’Iran prende in giro gli Stati Uniti, e il resto del mondo, da 47 anni (RINVIANDO, RINVIANDO, RINVIANDO!)», ha scritto il tycoon su Truth, senza commenti sulla risposta ricevuta, ma assicurando che Teheran «non riderà più». La questione iraniana sembra destinata ad accompagnare Trump nel suo viaggio in Cina, dove – riferiscono funzionari americani – il presidente potrebbe fare pressioni su Xi nel tentativo di arrivare a una soluzione che sembra ancora di sfuggirgli di mano.
Gli aggiornamenti
Gli ultimi sviluppi sono stati preceduti dai giudizi del presidente Masoud Pezeshkian, secondo cui «l’Iran non si piegherà mai al nemico», ma «se parliamo di avviare colloqui, non significa che ci arrendiamo o ci ritiriamo: piuttosto puntiamo a realizzare i diritti dell’Iran e a difendere con forza gli interessi nazionali». Gli Usa avevano presentato la proposta ai mediatori mercoledì scorso, puntando al memorandum in 14 punti che include i piani per un mese di negoziati al servizio della stesura della pace duratura. Un percorso ambizioso in base alla mole dei dossier, a partire dai programmi atomici di Teheran. «La guerra non è finita, perché c’è ancora materiale nucleare, l’uranio arricchito, che deve essere portato fuori dall’Iran – ha chiarito il premier israeliano Benyamin Netanyahu, fissando le sue linee rosse in un’intervista alla Cbs -. Si interviene e lo si porta via».
La tensione
Per l’Iran, la complicazione non da poco è l’incertezza sul reale coinvolgimento della Guida Suprema, Mojtaba Khamenei, scomparso dalla scena pubblica dopo essere rimasto ferito negli attacchi che hanno causato la morte del padre, Ali Khamenei, nelle fasi iniziali della guerra. Intanto, la tensione è tornata a salire nello Stretto di Hormuz. Emirati Arabi Uniti e Kuwait hanno segnalato l’avvicinamento di droni, mentre il Qatar ha riferito che un drone ha colpito una nave mercantile al largo delle sue coste. Via libera dei pasdaran, invece, a una nave qatarina con a bordo il gas diretto al Pakistan. Oltre 20 navi da guerra americane, intanto, continuano ad attuare il blocco navale anti-Iran.










