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Guerra in Iran, Teheran: «Gli Usa tolgano il blocco e noi negozieremo a Islamabad»

«Gli Stati Uniti devono cessare la loro violazione del cessate il fuoco prima di qualsiasi nuovo ciclo di negoziati». Così l'ambasciatore iraniano all'Onu Amir-Saeid Iravani al media iraniano Shargh, secondo Al-Jazeera. «Non appena verrà revocato il blocco, il prossimo ciclo di negoziati si terrà a Islamabad - ha aggiunto - L'Iran è pronto a qualsiasi…
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«Gli Stati Uniti devono cessare la loro violazione del cessate il fuoco prima di qualsiasi nuovo ciclo di negoziati». Così l’ambasciatore iraniano all’Onu Amir-Saeid Iravani al media iraniano Shargh, secondo Al-Jazeera. «Non appena verrà revocato il blocco, il prossimo ciclo di negoziati si terrà a Islamabad – ha aggiunto – L’Iran è pronto a qualsiasi scenario. Non siamo stati noi a iniziare l’aggressione militare. Se cercano una soluzione politica, siamo pronti. Se cercano la guerra, l’Iran è pronto anche a quella».

In un comunicato, le Guardie Rivoluzionarie, spiegano di aver «affrontato l’aggressione criminale e terroristica degli Stati Uniti e del regime sionista, portandoli a commettere errori di valutazione e a chiedere un cessate il fuoco all’Iran. Siamo pronti a difendere il Paese e a creare sorprese che superino la comprensione e i calcoli del nemico guerrafondaio e traditore, utilizzando nuove carte sul campo di battaglia».

«Siamo determinati a continuare la lotta contro i nemici e pronti ad affrontare con decisione, in modo definitivo e immediato qualsiasi minaccia o ripetizione dell’aggressione nemica – continua il comunicato – In un nuovo ciclo di possibili scontri militari, infliggeremo colpi devastanti e inimmaginabili alle rimanenti risorse nemiche nella regione».

«Il nostro campo di battaglia è ancora aperto e pronto a colpire i punti vitali e i simboli di deterrenza del nemico. Non permetteremo al nemico di riorganizzare la propria strategia, per nessun motivo di convenienza», concludono.

Pasdaran, «Ora un ordine nuovo in Medio Oriente con il crollo Usa-Israele. Abbiamo il dito sul grilletto, se ci attaccano avranno una lezione»

«Oggi, con il crollo dell’egemonia militare degli Stati Uniti e del regime sionista, siamo sul punto di entrare in un nuovo ordine regionale in Asia occidentale (il Medio Oriente, ndr), senza la presenza di potenze straniere e arroganti, in particolare gli Stati Uniti». È quanto si legge in una dichiarazione diffusa dai pasdaran iraniani, in occasione dell’anniversario della fondazione delle Guardie Rivoluzionarie nel 1979.

«In risposta alle ripetute minacce del presidente degli Stati Uniti e dei comandanti dell’esercito aggressivo e terroristico di quel Paese, avvertiamo che le nostre potenti forze sono da tempo in stato di massima prontezza e terranno il dito sul grilletto, in modo che in caso di aggressione o azione contro l’Iran». Lo ha dichiarato il portavoce del Comando di Khatamolanbia, Ebrahim Zolfaghari.

«In caso di aggressione, le forze iraniane attaccheranno immediatamente gli obiettivi prestabiliti e impartiranno un’altra lezione agli aggressivi Stati Uniti e al regime sionista assassino di bambini, in modo più severo di prima», ha aggiunto, secondo quanto riportato da Tasnim.

Per Teheran non c’è l’ok al secondo round di colloqui

«L’Iran non ha violato alcun impegno riguardo alla partecipazione al secondo ciclo di colloqui con gli Stati Uniti a Islamabad, poiché il Paese non ha mai dichiarato che vi avrebbe preso parte». Lo ha affermato il portavoce del Ministero degli Esteri Esmaeil Baghaei. «Se giungeremo alla conclusione che recarci a Islamabad per i colloqui sarà nell’interesse nazionale, ci andremo, ma finora non abbiamo preso alcuna decisione in merito», ha sottolineato in un’intervista alla Bbc.

«Gli Stati Uniti non hanno mostrato alcuna buona volontà o serietà nei colloqui e hanno cambiato ripetutamente la loro posizione», ha sottolineato, aggiungendo che «l’attuale blocco statunitense dei porti iraniani nello Stretto di Hormuz è un atto aggressivo e continua tuttora».

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