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Medio Oriente, l’Iran attacca una base Usa in Giordania e tre petroliere a Hormuz: vola il prezzo del greggio

Raid di ritorsione coordinati da Teheran dopo lo scontro di livello globale: il comando statunitense e la difesa ammanita abbattono i vettori

Medio Oriente, l’Iran attacca una base Usa in Giordania e tre petroliere a Hormuz: vola il prezzo del greggio
(foto Ansa)

La vertiginosa escalation di tensioni in Medio Oriente registra una repentina fiammata d’instabilità a seguito dell’offensiva condotta dall’Iran contro l’assetto strategico statunitense e le rotte commerciali internazionali: dopo il summit svoltosi alla Casa Bianca tra il presidente Donald Trump e il premier israeliano Benjamin Netanyahu, le forze navali ed aeree del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica hanno sferrato un attacco a sorpresa contro una base militare americana in Giordania e colpito tre petroliere in transito nello Stretto di Hormuz. L’azione combinata ha generato un’immediata reazione sui mercati energetici globali, con quotazioni del petrolio in deciso aumento dove il Wti guadagna oltre il 3% attestandosi a 82,07 dollari al barile e il Brent sale a quota 87,11 dollari.

La dinamica dell’attacco balistico verso il territorio giordano ha visto la pronta attivazione dei sistemi di difesa aerea: il Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom) e l’esercito di Amman hanno confermato la completa intercettazione e l’abbattimento dei cinque missili iraniani lanciati contro l’installazione delle forze americane. In parallelo, la tensione nello Stretto di Hormuz ha registrato l’abbordaggio di tre navi cisterne costrette a fermarsi dall’Irgc con l’accusa di aver violato gli avvertimenti sulle rotte di navigazione: sullo sfondo si inserisce la stretta risposta militare congiunta condotta da caccia americani e sauditi, che con attacchi di precisione nell’Iraq orientale hanno colpito depositi di armi e siti logistici delle Forze di Mobilitazione Popolare legate a Teheran, provocando la morte di almeno 10 persone nella provincia di Ninive.

Il quadro strategico globale evidenzia infine un progressivo rafforzamento del potenziale difensivo di Teheran, pronta a ricevere entro poche settimane una prima fornitura di 400 lanciamissili antiaerei di fabbricazione cinese per un valore stimato tra 60 e 70 milioni di dollari. Le ultime manovre di ritorsione giungono proprio a margine dei colloqui tra Washington e Tel Aviv: Netanyahu ha definito la riunione un incontro eccellente ed esplicitato la totale convergenza con l’amministrazione statunitense sull’obiettivo prioritario di impedire alla Repubblica Islamica l’acquisizione di armamenti nucleari.