Fiammata per i prezzi alla produzione industriale, che a luglio mettono a segno una crescita del 7,8% rispetto ad un anno prima, trainati ancora una volta dai rialzi degli energetici.
Un’accelerazione dei listini che dalle fabbriche rischia di trasferirsi sugli scaffali di supermercati e negozi, alimentando la corsa dei prezzi al consumo. Al di là dell’effetto domino, intanto, l’Istat certifica il balzo a monte, che si registra anche per i prezzi alla produzione dei servizi, seppur in una dinamica meno marcata (+4,3% su base annua nel secondo trimestre).
La statistica
I dati dicono che a luglio i prezzi alla produzione dell’industria registrano un aumento del 2,4% su base mensile e volano del 7,8% su base annua (era +5,8% a giugno). Un balzo che si registra più forte sul mercato interno: qui, infatti, i prezzi crescono del 3% rispetto a giugno e addirittura del 9,3% rispetto a luglio 2025 (da +6,8% del mese precedente). E la spinta maggiore continua ad arrivare dalle bollette: tanto che al netto del comparto energetico, la crescita dei prezzi alla produzione dell’industria risulta molto più contenuta su base sia congiunturale (+0,3%) sia tendenziale (in questo caso si ferma a +3,3%; era +2,9% a giugno).
Il rialzo energetico è a doppia cifra: sul mercato interno i prezzi della fornitura di energia elettrica e gas accelerano e segnano il 14,5% in più rispetto ad un anno prima (da +8,9% di giugno). Costi che per le imprese spesso si trasformano in una stangata.
Guardando i prezzi alla produzione industriale per settori, fra le attività manifatturiere gli incrementi annui maggiori riguardano coke e prodotti petroliferi raffinati (+54,0% mercato interno, +35,9% area non euro), prodotti chimici (+9,6% mercato interno), metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+7,7% mercato interno).
Gli altri temi
Il listino è meno dinamico per le costruzioni. Sempre a luglio, i prezzi alla produzione per gli edifici diminuiscono dello 0,1% su base mensile e crescono del 3,1% su base annua; quelli di Strade e ferrovie, invece, crescono rispettivamente dello 0,8% e del 4,3%.
I rincari non mancano neppure per i servizi. Nel secondo trimestre dell’anno, i prezzi alla produzione dei servizi sul mercato business aumentano dell’1,5% rispetto al primo trimestre e del 4,3% su base annua (era +2,7% nei primi tre mesi), indica inoltre l’Istat. La crescita congiunturale è estesa a quasi tutti i settori ed è sostenuta principalmente dal rialzo dei prezzi dei servizi di trasporto e magazzinaggio.
