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Cerignola, Bonito non si ricandiderà sindaco: «Il Pd deve ritrovare se stesso, deluso da certo civismo» – L’INTERVISTA

Magistrato, parlamentare e primo cittadino, non teme di diventare un ex: «Credo di aver fatto bene in ogni campo che mi ha visto impegnato»

Cerignola, Bonito non si ricandiderà sindaco: «Il Pd deve ritrovare se stesso, deluso da certo civismo» – L’INTERVISTA

Con largo anticipo ha tenuto fede a una promessa fatta quasi cinque anni fa, quando condusse una vittoriosa campagna elettorale, dopo il commissariamento per mafia del Comune. Francesco Bonito, magistrato, parlamentare e sindaco non teme di diventare un ex, «credo di aver fatto bene in ogni campo che mi ha visto impegnato» afferma e aggiunge: «Ma sono cosciente che non si può essere validi per tutte le stagioni e che ci sia un tempo per tutto».

Sindaco annuncia di non candidarsi proprio mentre la Puglia è al centro del dibattito politico con l’arrivo della Meloni e la festa dell’Unità del Pd?

«Ma io sono un uomo che mantiene la parola data. Avevo detto che non mi sarei ricandidato e non lo farò. Poi mi rendo contro che la Puglia sia tornata ad avere un profilo di ruolo e funzioni degno della sua storia e che attragga i leader nazionali. Se poi aggiungiamo che la Meloni vuole riportare a destra la Puglia, che storicamente è di destra, per dare una mazzata al progetto di sinistra nata con Vendola e coltivata da Emiliano e Decaro si comprende tutta quest’attenzione per la nostra regione».

Ma bisogna avere paura della destra di Meloni?

«Contrariamente al resto d’Europa, in Italia bisogna sempre avere paura di una destra che è intrisa di nostalgie neofasciste. Da noi la destra punta all’autoritarismo e cercherà di scardinare gli equilibri costituzionali. Diceva il mio maestro Giannini: le rivoluzioni non si fanno solo in piazza, ma anche attraverso le norme».

E da Martina Franca che cosa si aspetta di sentire?

«Che il Partito democratico prenda coscienza di cosa è, di cosa vuole fare e dove vuole andare. Abbiamo disperso un patrimonio per inseguire civismi e movimenti. Abbiamo necessità di ritrovarci per rendere credibile la nostra proposta di governo del Paese».

Quindi il civismo non le piace?

«Per me è spesso accompagnato dal populismo e dal trasformismo. Certo poi c’è il civismo di Decaro che ha una sua coerenza politica e culturale, ma a livello territoriale è un’accozzaglia di uomini e consensi, con gente, come nella mia città, che decide di sedersi al tavolo con un ex sindaco dichiarato incandidabile per mafia».

L’ex Stalingrado pugliese può diventare un laboratorio politico per il centrosinistra?

«Concentrerò tutte le mie forze per organizzare un tavolo programmatico dove invitare partiti, associazioni e movimenti per creare un Campo largo coeso e progressista. Bisogna lavorare tutti insieme per riportare la voglia di fare politica tra la gente e per la gente».