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Le federazioni Uefa sono pronte a boicottare i tornei Fifa per protesta contro il piano di Infantino

La proposta è quella di scorporare le attività commerciali della Uefa in un’operazione da 20 miliardi di dollari, di cui il 20% sarebbe acquisito da investitori privati

Le federazioni Uefa sono pronte a boicottare i tornei Fifa per protesta contro il piano di Infantino

Le 55 federazioni affiliate alla Uefa hanno deciso di boicottare le competizioni Fifa in segno di protesta contro il piano di private equity per la Coppa del Mondo voluto dal presidente Gianni Infantino.

La Uefa e le sue federazioni nazionali «non parteciperanno alle competizioni Fifa», ha dichiarato l’organo calcistico europeo dopo una riunione online d’urgenza dei suoi 55 membri. Questo, qualora venga portato avanti il progetto che prevede l’ingresso di investitori privati nelle attività commerciali dei tornei. La riunione strategica è stata infatti convocata per contrastare l’offerta del presidente della Fifa, Infantino, di 20 milioni di dollari a ciascuno dei 211 membri mondiali, da accettare entro metà settembre.

La proposta di Infantino è stata rivelata martedì: si tratta di scorporare le attività commerciali della Uefa in un’operazione da 20 miliardi di dollari – e potrebbe raccogliere fino a 4,2 miliardi entro la fine del 2026 – di cui il 20% sarebbe acquisito da investitori privati. L’investitore principale sarebbe una società di investimento newyorkese creata da Joshua Kushner, vicino al presidente americano Donald Trump.

Il progetto comprenderebbe i diritti televisivi, le sponsorizzazioni, la biglietteria, le licenze e l’organizzazione commerciale delle principali competizioni maschili, femminili e giovanili, compresa la Coppa del Mondo. Gli investitori acquisirebbero partecipazioni minoritarie e prive di controllo. La FIFA sostiene che manterrebbe la proprietà della società e l’autorità esclusiva sulle regole, sul calendario, sulla governance e sulle decisioni sportive. Le nuove risorse servirebbero ad ampliare il programma FIFA Forward.

La UEFA contesta però il principio stesso dell’operazione e denuncia il rischio di trasformare i Mondiali e gli altri tornei in strumenti di investimento. L’organizzazione europea chiede che il progetto venga abbandonato e che la FIFA fornisca garanzie vincolanti sulla sua mancata riproposizione.

La decisione comprenderebbe anche la FIGC. Il presidente Giovanni Malagò non ha però ancora diffuso una comunicazione specifica per chiarire come l’Italia intenda applicare la posizione comune e quali passaggi saranno necessari prima di un eventuale boicottaggio. Non è detto quindi che l’Italia o le altre nazionali europee si siano già ritirate da un Mondiale. Il boicottaggio scatterebbe soltanto se la FIFA procedesse con l’operazione contestata senza accogliere le richieste avanzate dalla confederazione europea.

Il progetto della FIFA non è infatti ancora definitivo: per diventare operativo dovrà ricevere il sostegno della maggioranza delle 211 federazioni affiliate e le approvazioni previste dal Consiglio FIFA.

La prossima competizione Fifa si svolgerà in Europa: la Coppa del Mondo femminile Under 20, che si terrà in Polonia a partire dal 5 settembre. Nessun torneo è stato quindi cancellato e nessuna nazionale europea si è formalmente ritirata. Il dato nuovo è però politicamente enorme: tutte le federazioni UEFA hanno autorizzato insieme l’arma più drastica a loro disposizione.

La prossima mossa spetta alla FIFA. Il voto di oggi trasforma una contrapposizione politica in una minaccia concreta. Senza le federazioni europee, i tornei FIFA perderebbero alcune delle nazionali più prestigiose, una parte rilevante del pubblico mondiale e numerosi fra i calciatori di maggiore richiamo. Un ritiro del progetto potrebbe chiudere lo scontro, mentre un’accelerazione senza accordo aprirebbe invece la più grave frattura mai registrata fra il calcio europeo e l’organizzazione mondiale.