Il conduttore tv Vladimir Solovyov, re nello scacchiere della propaganda di Putin, noto per le minacce belliciste contro i Paesi europei, si scaglia contro la premier Giorgia Meloni con insulti in italiano destinati ad allargare la frattura tra l’Italia, che ha convocato l’ambasciatore russo Alexey Paramonov, l’Europa e Mosca.
Gli insulti
«Idiota patentata, una cattiva donnuccia, vergogna della razza umana», sono alcune delle offese che il noto anchor lancia contro la leader italiana durante il suo programma Polnyj Kontakt (Full Contact), apostrofandola come «Giorgia PuttaMeloni». «L’Europa è entrata in guerra diretta con noi, lo abbiamo sentito dalle dichiarazioni di Merz», è l’esordio nella lingua madre della «voce del Cremlino» che poi passa agli insulti in italiano prima di lanciarsi in un’analisi politica finale.
«Questa Meloni, carogna fascista, che ha tradito i propri elettori candidandosi con slogan ben diversi… Ma il tradimento è il suo secondo nome. Ha tradito Trump al quale precedentemente aveva giurato fedeltà», azzanna il presentatore. D’altra parte, alla vigilia dello sblocco del prestito da 90 miliardi a Kiev da parte dell’Ue dopo l’uscita di scena dell’ultimo alleato di Mosca Viktor Orban, le cancellerie europee si aspettavano nuovi attacchi dal Cremlino e dalla sua macchina della propaganda.
E Solovyov, che chiama il presidente russo il «comandante in capo supremo» si sente spesso libero di dire quello che ufficialmente non si può. Non più di qualche mese sostenne senza fare una piega: «Dovremo distruggere Berlino ed entrare in questa città dimenticata da Dio. Ancora una volta dovremo entrare a Parigi. Ancora una volta dovremo liberare Vienna».
Le reazioni
In serata è arrivata la replica social di Giorgia Meloni: «Per sua natura, un solerte propagandista di regime non può impartire lezioni né di coerenza né di libertà. Ma non saranno certo queste caricature a farci cambiare strada. Noi, diversamente da altri, non abbiamo fili, non abbiamo padroni e non prendiamo ordini. La nostra bussola resta una sola: l’interesse dell’Italia. E continueremo a seguirla con orgoglio, con buona pace dei propagandisti di ogni latitudine».
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha fatto pervenire alla premier messaggio di solidarietà nel quale esprime indignazione per le volgari parole del conduttore russo. «Ho fatto convocare al ministero l’ambasciatore russo Paramonov per esprimere formali proteste dopo le gravissime e offensive dichiarazioni», annuncia il ministro degli Esteri Antonio Tajani.
«Ritengo che sarebbe doveroso, da parte dell’ambasciata russa in Italia, che si esprime spesso, prendere le distanze da parole e toni», pretende il ministro della Difesa Guido Crosetto finito negli scorsi anni nel mirino del precedente ambasciatore russo in Italia, Sergey Razov. In difesa della premier si schiera l’opposizione: dal leader M5S Giuseppe Conte alla segretaria del Pd Elly Schlein che definisce «inaccettabili le accuse sessiste» verso Meloni.










