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Falsi attestati sulla sicurezza sul lavoro: quattro arresti a Policoro

Un giro d’affari illecito basato sulla sistematica falsificazione di documenti legati alla tutela dei lavoratori, capace di azzerare con un colpo di penna gli obblighi formativi e di prevenzione previsti dalla legge

Falsi attestati sulla sicurezza sul lavoro: quattro arresti a Policoro

Un giro d’affari illecito basato sulla sistematica falsificazione di documenti legati alla tutela dei lavoratori, capace di azzerare con un colpo di penna gli obblighi formativi e di prevenzione previsti dalla legge. Con l’accusa di aver messo in piedi questo collaudato meccanismo fraudolento, quattro persone sono finite agli arresti domiciliari nel Materano nell’ambito di una complessa indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Matera.

Le misure cautelari sono state eseguite all’alba di oggi, lunedì 15 giugno 2026, dai Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Matera, in esecuzione di un’ordinanza firmata dal Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) del Tribunale della città dei Sassi. Gli indagati dovranno rispondere, a vario titolo, di reati pesanti: associazione per delinquere, falso ideologico commesso dal privato in atto pubblico, utilizzo di atti falsi e numerose violazioni della normativa a tutela della salute nei luoghi di lavoro.

La base operativa a Policoro

Secondo l’impianto accusatorio formulato dagli inquirenti, la mente e il braccio operativo della presunta organizzazione facevano capo a uno specifico studio professionale con sede a Policoro. All’interno di questa struttura sarebbe stata allestita una vera e propria “fabbrica del falso”, programmata per stampare ed emettere rapidamente documentazione amministrativa e tecnica non genuina.

Il servizio illegale era rivolto a imprese e datori di lavoro compiacenti o in difficoltà e serviva a farli apparire perfettamente in regola con i severi obblighi di legge, soprattutto nelle fasi più delicate, come l’imminenza o lo svolgimento di controlli ispettivi da parte delle autorità di vigilanza.

Corsi fantasma e firme falsificate

Le indagini dei Carabinieri hanno svelato una gamma vastissima di certificazioni totalmente falsificate per corsi che, in realtà, non sono mai stati effettuati. Tra i documenti sequestrati e ritenuti fasulli figurano:

  • Attestati di formazione obbligatoria per lavoratori e figure preposte.
  • Certificazioni per corsi antincendio e di primo soccorso.
  • Abilitazioni per Responsabili del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP).
  • Giudizi di idoneità alla mansione medica e altra documentazione tecnica specialistica.

A incastrare i quattro indagati sono state le macroscopiche difformità riscontrate tra le date di svolgimento dei corsi e le attività reali delle aziende, ma soprattutto la testimonianza di diversi professionisti del settore. Interpellati dai militari dell’Arma, molti docenti e tecnici hanno disconosciuto categoricamente la paternità dei corsi e denunciato la falsificazione delle proprie firme in calce ad atti e certificati.

L’operazione, sottolineano dalla Procura, ha permesso di bloccare un sistema pericoloso che, pur di garantire facili profitti e coperture burocratiche alle aziende, svuotava completamente di contenuto le norme sulla sicurezza, mettendo a serio rischio l’incolumità fisica dei lavoratori sui cantieri e nelle fabbriche.