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Pace a Hormuz, i mercati respirano: crollano petrolio e gas

Pace a Hormuz, i mercati respirano: crollano petrolio e gas

I mercati festeggiano l’accordo preliminare di pace fra Usa e Iran che prevede la riapertura dello Stretto di Hormuz questo venerdì. Salgono le Borse e il titoli di Stato mentre crollano il petrolio e il gas. Si allontanano così i timori non solo di un rallentamento delle economie mondiali ma anche di pressioni dai prezzi dell’energia sull’inflazione lasciando così spazio alle scommesse che la Fed possa non dover intervenire con un rialzo dei tassi a fine anno. Torna poi a indebolirsi il dollaro rispetto alle principali valute dopo essere stato cercato anche come bene rifugio durante i tre mesi e mezzo di guerra in Medio Oriente. Il prossimo via libera al passaggio delle navi a Hormuz ha fatto scendere di oltre il 5% le quotazioni del petrolio.

Il Wti è calato a 80 dollari al barile, ai minimi da marzo, il Brent verso 82 dollari, ben sotto i 125 dollari toccati ad aprile ma ancora lontano dai livelli pre guerra quando veniva scambiato a 60 dollari. Il gas ha fatto uno scivolone del 9,5% a 42 euro ad Amsterdam ma resta ancora sopra del 30% rispetto ai prezzi segnati prima dell’attacco contro Teheran. Nonostante i forti cali prevale per ora la cautela. Gli analisti stimano infatti che ci vorranno diversi mesi prima che il commercio via mare torni alla normalità, sia per il gnl sia per il greggio. Di sicuro bisognerà attendere ancora un po’ prima di vedere prezzi in discesa alle pompe di benzina.

Le Borse, che anticipano la tendenze, spingono intanto in rialzo i titoli delle compagnie aeree, delle crociere e del turismo che beneficeranno del calo del carburante. Le vendite colpiscono invece le compagnie petrolifere come Eni a Piazza Affari e le utilities, queste ultime per la prospettiva di minori costi dell’elettricità. Milano alla fine ritocca i massimi con un guadagno dello 0,66%, superata da Francoforte (+1%) ma non da Parigi (+0,4%) né da Londra (-0,39%). Più tonici gli indici di Wall Street a partire dal Nasdaq che a seduta ancora aperta sale del 3% sempre sull’onda di Space X. La maggior propensione al rischio dà forza anche al Bitcoin che corre verso i 67.000 dollari. In vista della riunione della Fed mercoledì, che dovrebbe lasciare i tassi invariati, si scommette piuttosto sulle mosse dopo l’estate. Non cessano le scommesse che la Bce possa alzare i tassi a settembre mentre per la Fed prevale il contrario. Si riducono così i rendimenti dei Treasuries e anche quelli dei titoli di Stato europei. Lo spread Btp Bund scende a 3,71 punti.