Funzionamento del sistema giustizia, superamento del carrierismo e rivalutazione della partecipazione dei giovani magistrati sono i temi principali su cui intende concentrarsi Magistratura Democratica, la corrente progressista delle toghe all’interno dell’Anm. A commentare questa nuova fase è Simone Silvestri, 60 anni, giudice al tribunale di Lucca e segretario di Md dal marzo scorso.
Archiviato il referendum sulla separazione delle carriere, Silvestri spiega che «serve una seria autoriforma del Csm. Il carrierismo, favorito con la riforma Castelli del 2006, ha finito per viziare la figura del magistrato. Questo superamento può avvenire attraverso una revisione del testo unico della dirigenza: rispetto ai criteri e alla valutazione del magistrato, bisogna riportare la discrezionalità del Csm verso scelte da compiere a monte, valutando solo le competenze. Senza tener conto di altri criteri, tra l’altro elastici, che possono apparire non trasparenti».
Riguardo al superamento di vecchi sistemi, Silvestri nota «una positiva presa di coscienza da parte dei giovani, avulsa dal correntismo ma che ha riscoperto il piacere delle idee, rivalutando il senso della partecipazione, sia all’interno che fuori dai gruppi associativi. Questo fa ben sperare». Un punto fondamentale resta il rapporto con la politica e in particolare con il governo, che nonostante una distensione dei rapporti con le toghe ha puntato recentemente il dito contro alcune «letture forzate» della magistratura italiana in tema di immigrazione. «Con l’esito del referendum abbiamo confermato il valore dell’interpretazione della legge e l’importanza del giudice nella sua funzione interpretativa, anche nei confronti di chi voleva un appiattimento sulle scelte di governo», sottolinea Silvestri.
Infine l’affondo «sull’immobilismo dell’azione di governo, che in diversi campi denuncia una mancanza di progettualità. Mi riferisco ad esempio – prosegue – all’adeguamento delle piante organiche rispetto al carico di lavoro. In Italia il rapporto è di 11,8 giudici ogni centomila abitanti, mentre la media in Ue è di 17,6 e in Germania si arriva addirittura a 20. Inoltre la scopertura del personale amministrativo è del 33% e raggiunge punte anche più alte».
Riguardo agli addetti all’ufficio per il processo «il ministero ha previsto di stabilizzarne 6.919 sugli 8.876 per i quali il 30 giugno scade il contratto a termine. Ma invece di valorizzarne le professionalità li inquadra insieme a funzionari e cancellieri mettendo a rischio la loro funzione, che finora era stata quella di ausiliari del giudice. Dunque si sopperisce a carenze di organico ma non si tende a confermare purtroppo un modello organizzativo moderno europeo. Intanto la decisione dello slittamento del gip collegiale, per quanto annunciata, non è stata ancora adottata e non si sono prese le contromisure riguardo alle specifiche esigenze di organico. Anche il processo di digitalizzazione dei procedimenti penali è gestito in maniera inadeguata e inefficiente», aggiunge il segretario di Md.
Infine «l’edilizia carceraria, su cui è stato fatto poco o nulla – conclude -. Ci sono carenze di personale anche riguardo alla riforma carceraria e manca una progettualità che renda effettive le riforme: si procede solo da un annuncio all’altro con rimedi emergenziali».










