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La Meloni come Luca Ward e Giusy Ferreri, bisogna tutelarsi dall’intelligenza artificiale

La premier ha registrato la sua voce presso uno studio legale e l’ha depositata all’Euipo, l’ufficio dell’Ue per la proprietà intellettuale

La Meloni come Luca Ward e Giusy Ferreri, bisogna tutelarsi dall’intelligenza artificiale
In senso orario: il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni; il presidente Usa, Donald Trump; la cantante Taylor Swift; l’attore Matthew McConaughey; la cantante Giusy Ferreri. Hanno tutti registrato la loro voce legalmente (Foto dai social)

Nessuno ne aveva parlato così tanto, ma da quando Giorgia Meloni ha depositato in uno studio legale di Roma un audio professionale in cui, in quattro secondi, ripete due volte: «Io sono Giorgia Meloni». Tutti ne parlano. Sì, questa è la registrazione con cui la presidente del Consiglio ha depositato la propria voce all’EUIPO, l’ufficio dell’Unione Europea per la proprietà intellettuale. L’ha fatto per tutelarsi contro eventuali cloni vocali che possano usare la sua vera voce, o meglio quella che sembra esattamente la sua vera voce, per creare con l’intelligenza artificiale deepfake. Non solo, ma l’intelligenza artificiale permette anche di creare audio con voci perfette. A depositare la voce di Giorgia Meloni è stato l’avvocato Marco Mastracci ed è uno strumento giuridico in più contro le clonazioni.

Il reato di deepfake è penale

Ormai l’intelligenza artificiale non solo è entrata nella vita di tutti (basta digitare una voce su Google e appare la possibilità di chiedere direttamente all’intelligenza artificiale). Il problema esiste, tanto che nel settembre del 2025 l’Italia ha approvato la legge quadro sull’intelligenza artificiale, che ha introdotto nel codice penale il reato di deepfake: la diffusione ingannevole di contenuti generati o manipolati con l’intelligenza artificiale, che è punita con una reclusione da uno a cinque anni.

Giusy Ferreri è un marchio

La Meloni arriva anche tardi, visto il ruolo che ricopre, perché la prima cantante in Europa ad aver depositato la propria voce come marchio sonoro presso lo stesso ufficio dell’Unione Europea è stata Giusy Ferreri, che l’ha depositata nella primavera di quest’anno con un audio in cui pronuncia la frase: «Sono Giusy Ferreri».

«Ho registrato la mia voce come un marchio, per proteggermi dall’intelligenza artificiale. Negli studi ho sentito cose che mi hanno spaventata. Mia figlia non ha ancora un telefono e non so a che età potrà averlo. Il mio compagno, papà stupendo: ha fatto lui l’inserimento all’asilo ed è nelle chat delle mamme».

La Meloni come Taylor Swift

Certo che mandare un messaggio con la propria voce alle altre mamme e magari scoprire che quel messaggio è falso, un messaggio magari pericoloso, un messaggio che potrebbe anche essere usato da qualcuno per fare qualcosa di male, fa paura, soprattutto se ci sono di mezzo i figli.

Come Giusy Ferreri, nello stesso periodo anche Taylor Swift ha depositato la propria voce dicendo: «Hey, it’s Taylor Swift». E lo stesso ha fatto l’attore Matthew McConaughey, che ha registrato la sua frase celebre: «All right, all right, all right».

Luca Ward il primo in Europa

In Europa, dopo l’America e l’Inghilterra, che però non fa più parte dell’Unione Europea, a registrare la propria voce per primo è stato Luca Ward, forse la voce più leggendaria che abbiamo in Italia: «Io sono Luca Ward. Questo è quello che ho registrato. Mi sono appoggiato a uno studio legale e questo studio mi garantisce, attraverso l’Unione Europea, il copyright sulla mia voce, ma anche sulla mia immagine, per 10 anni».

Perché solo per 10 anni?

«Perché la voce in 10 anni cambia e bisogna assolutamente riaggiornare sia la voce sia le immagini».

Già, perché Luca Ward ha anche registrato la propria immagine, visto che è anche un attore.

«Certo. Tutto è nato perché mi è arrivato per caso un video con la mia voce e la mia immagine, dove il sync tra la voce, ossia le labbra del mio volto, corrispondeva perfettamente con quello che dicevo. Ma vuoi sapere la cosa che più mi ha impressionato? Parlavo in arabo, sì, in arabo, io che non parlo arabo, e sembrava davvero che stessi io parlando in quell’arabo perfetto».

Mi fanno parlare in arabo

Luca Ward, mentre mi racconta queste cose, ha un’espressione esterrefatta.

«C’è da avere davvero paura, ha fatto benissimo Giorgia Meloni a registrare la sua voce, perché pensate che, se può essere pericoloso che un attore come me dica delle cose inappropriate, figuriamoci Giorgia Meloni. Se dovesse apparire sul web l’immagine del nostro presidente del Consiglio che ci dice qualcosa di grave e dovessimo crederle, potrebbe crearsi il panico e si tratterebbe solo di un deepfake». Ma quanto costa far tutelare la nostra voce dall’ufficio dell’Unione Europea per la proprietà intellettuale? «Io ho speso circa 5 mila euro», dice Ward.

Attenti alle truffe

L’intelligenza artificiale, in questo senso, viene utilizzata anche per delle truffe, soprattutto quando si tratta di anziani. Ed è lo stesso Luca Ward a sottolinearlo: «Ho una vicina di casa amorevole che ha 85 anni. Le hanno fatto arrivare la telefonata di sua nipote, con la voce di sua nipote, e le diceva che era in difficoltà e aveva assolutamente bisogno subito di soldi. Sono riusciti a rubarle 25.000 euro ed era tutta una truffa, una montatura utilizzata grazie all’intelligenza artificiale».

Io e la mia amante inesistente

Persino in amore l’intelligenza artificiale può diventare pericolosa e sempre Luca Ward, che ormai è un esperto sulla materia, ci ha raccontato un esperimento che ha fatto con sua moglie: «Ho fatto sentire a mia moglie una registrazione in cui sembrava che io stessi parlando con la mia amante, amante che non è mai esistita. Sembrava la mia voce, lei restava esterrefatta e Giada si stava quasi innervosendo. Eppure le avevo detto che era intelligenza artificiale, ma era talmente perfetto che sembrava quasi una montatura, una sorta di scherzo di cattivo gusto. Subito dopo le ho fatto sentire un audio analogo con la sua voce che parlava con un altro uomo, dove lei pronunciava frasi che non aveva mai detto a un uomo che non aveva mai conosciuto, eppure tutto sembrava verissimo».

Donald Trump e i fake

Negli Stati Uniti pare che ormai tutti, compreso Donald Trump, abbiano registrato la propria voce e la propria immagine per difendersi dall’intelligenza artificiale. Pare che il primo sia stato proprio Donald Trump. Il presidente è stato anche i primo politico a usare l’intelligenza artificiale creando dei meme (immagini iconiche ed evocative) che ha postato sui suoi social per fare propaganda.

E seguendo l’intelligenza artificiale c’è chi ha creato dei veri siti commerciali. Per esempio, esistono siti virtuali di psicologi che fanno terapia ad adolescenti e anche ad adulti, psicologi che non esistono e con cui i pazienti si relazionano per circa 20 euro al mese, e pare che questi siti contino migliaia di abbonati.

Per riprendere le parole di Luca Ward e di Giusy Ferreri: c’è da avere paura. Mettereste in mano i vostri figli, magari che hanno problemi seri, a un medico, uno psicologo, uno psichiatra che non esiste?

Occorre una legge più incisiva

Il problema è che lo Stato, la politica, si devono muovere per preparare delle leggi, non necessariamente internazionali, che tutelino noi cittadini da chi potrebbe usare l’intelligenza artificiale per creare video e audio pericolosi. Per ora siamo nel Far West.

Come abbiamo visto, una legge c’è e condanna queste persone da uno a cinque anni. Tradotto vuol dire che non fanno neanche un giorno di galera, ma potrebbero invece creare dei disastri umani incalcolabili.

Il cantante più venduto? Eddie Dalton e non esiste

Concludo con un’osservazione che potrebbe far sorridere, ma che sorridere non deve fare. Sapete chi è il cantante più popolare su iTunes, che è anche riuscito a piazzare ben due brani nella top ten?

È Eddie Dalton, ha una voce bellissima, calda, vellutata, ricorda vagamente Otis Redding e B.B. King. Le sue canzoni? Somewhere Along The Way, Another Day Old e Running To You. È anche un bell’uomo.

C’è un solo particolare: non esiste. È un cantante interamente generato dall’intelligenza artificiale, creato dalla società Crusty Tunes, un’azienda di musica basata sull’intelligenza artificiale con sede a Greenville, nella Carolina del Sud.

Ripeto, c’è da avere paura: ci si potrebbe innamorare di qualcuno che non è mai esistito e questo sta succedendo ormai da anni, e le truffe sentimentali, che sono migliaia, lo stanno dimostrando.