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L’ayatollah Khamenei agli Usa: «Risponderemo a ogni minaccia senza confini geografici»

La nuova Guida Suprema Mojtaba alza il muro contro Washington: nel mirino tutte le risorse del fronte nemico

L’ayatollah Khamenei agli Usa: «Risponderemo a ogni minaccia senza confini geografici»
(Foto Ansa)

L’avvertimento lanciato ai vertici di Washington non lascia spazio a interpretazioni di sorta: l’Iran è pronto a colpire senza alcuna limitazione territoriale di fronte a qualsiasi pressione o iniziativa ostile. Nel corso di un incontro ufficiale con i massimi comandanti delle Forze Armate, la nuova Guida Suprema Mojtaba Khamenei ha impartito disposizioni rigorose per una reazione immediata e capillare, precisando che la Repubblica Islamica intende riservarsi il diritto esclusivo di decidere i tempi e le modalità per la conclusione di un eventuale conflitto. L’indirizzo strategico impone di considerare come bersagli legittimi tutte le risorse materiali e immateriali ascritte al cosiddetto asse americano-sionista: «Tutte le risorse, materiali e immateriali, del nemico americano-sionista devono essere messe nel mirino», ha aggiunto la Guida Suprema, invocando al contempo una compattezza assoluta tra le diverse componenti del fronte della resistenza regionale.

La tensione diplomatica e militare si sposta inevitabilmente sul terreno delle conseguenze strategiche, con l’esercito di Teheran che alza ulteriormente il livello dello scontro verbale. Attraverso una nota ufficiale affidata ai canali social, il portavoce militare Mohammad Akraminia ha ammonito la Casa Bianca contro l’eventualità di nuove mosse avventate nella regione: «Se il presidente degli Stati Uniti dovesse intraprendere altri atti azzardati nella regione, attraverso le minacce e gli incentivi dei sionisti, le fiamme della guerra si diffenderanno senza dubbio in un’area geografica molto più ampia, e porre fine a quella guerra non sarà più nelle sue mani», ha dichiarato. Il portavoce ha inoltre puntato il dito contro la presunta inaffidabilità diplomatica della presidenza statunitense, confermando che i reparti armati restano schierati in stato di massima allerta per monitorare ogni singolo movimento strategico sul campo: «Considerando l’esperienza del presidente degli Stati Uniti di tradire la diplomazia, le forze armate stanno monitorando da vicino i movimenti statunitensi nella regione e stanno incessantemente migliorando la loro prontezza al combattimento».