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In Michigan il progressista El-Sayed vince le primarie dem e punta al Senato

Una vittoria storica per l’ala sinistra del partito in uno Stato chiave da sempre in bilico, segnato dalla crisi dell’automotive

In Michigan il progressista El-Sayed vince le primarie dem e punta al Senato

Con il 48,48% dei voti, l’epidemiologo Abdul El-Sayed si è aggiudicato la candidatura democratica del Michigan per il Senato degli Stati Uniti, sconfiggendo la deputata moderata Haley Stevens. Una vittoria storica per l’ala sinistra del partito in uno Stato chiave da sempre in bilico, segnato dalla crisi dell’industria automobilistica e da un forte aumento del costo della vita.

La sfida, che ha spaccato i Democratici, ha visto contrapporsi due visioni opposte: da un lato la moderata Stevens, sostenuta dall’establishment (Nancy Pelosi, Chuck Schumer e la governatrice Gretchen Whitmer) e dai 30 milioni di dollari della lobby filo-israeliana AIPAC; dall’altro El-Sayed, medico ed ex responsabile della sanità di Detroit, appoggiato da Bernie Sanders e Alexandria Ocasio-Cortez. Tra i temi centrali del dibattito, oltre alla sanità pubblica e alle politiche fiscali, la posizione sulla guerra a Gaza: decisivo il peso della vasta comunità arabo-americana del Michigan, che ha premiato le posizioni filopalestinesi di El-Sayed.

«La gente è stanca di non potersi permettere la spesa o l’affitto. Sconfiggerò il mio avversario a novembre», ha dichiarato il neo-candidato, che alle elezioni generali sfiderà il repubblicano Mike Rogers per un seggio fondamentale negli equilibri del Congresso. Il risultato del Michigan diventa così il manifesto di un fenomeno nazionale, dove i candidati progressisti sfidano con successo la vecchia guardia dem. Resta ora da capire se questa spinta al rinnovamento saprà conquistare anche il voto moderato e indipendente alle urne di novembre.