La notizia della scomparsa di Franco Baresi ha sconvolto in profondità il panorama sportivo internazionale: ad alternarsi nelle ultime ore sono testimonianze cariche di commozione e profondo rispetto per un difensore capace di segnare un’epoca incommensurabile. Il ricordo del numero 6 per antonomasia unisce trasversalmente ex compagni di squadra, storici rivali e l’intero popolo degli appassionati: sui canali social i tributi tracciano l’immagine di un punto di riferimento assoluto per intere generazioni.
Particolarmente toccante il messaggio pubblicato da Paolo Maldini, cresciuto calcisticamente al suo fianco per poi raccoglierne l’eredità con la fascia al braccio: «Caro Franco, oggi provo la stessa sensazione di quando, per un qualsiasi motivo, non potevo scendere in campo al tuo fianco: come faremo senza il nostro Capitano? Mi hai insegnato a lottare fino all’ultimo respiro, cosa significa fare l’impossibile alla maglia e il valore di essere un vero leader: lo hai fatto con l’esempio, ogni giorno, poche parole, ma tantissimi fatti: mi hai protetto quando ero un bambino, mi hai guidato da ragazzo e mi hai ispirato da uomo: sei stato il calciatore più forte con cui abbia mai avuto l’onore di giocare: un abbraccio affettuoso a tutta la tua famiglia, in particolare a tua moglie Maura e ai tuoi figli, Edoardo e Giannandrea: ci mancherai, Capitano: ma la luce della tua stella continuerà ad accompagnarci per sempre».
Al dolore si è unita anche la voce di Javier Zanetti, storico capitano e vicepresidente dell’Inter, a testimonianza di come la statura di Baresi travalicasse qualsiasi rivalità stracittadina: «Bandiera, Capitano, Leggenda: 6 per sempre! Una leggenda per generazioni: buon viaggio, Franco».
Intenso il ricordo tracciato dalle figure chiave della storia del Milan. L’ex amministratore delegato Adriano Galliani ha condiviso una fotografia d’epoca insieme al campione, a Silvio Berlusconi e a Fabio Capello, accompagnata dal messaggio: «Hai raggiunto il tuo Presidente: 6 per sempre». Lo stesso Fabio Capello ha espresso profonda commozione prima di tratteggiare il profilo dell’uomo e del leader: «Tutta Milano deve abbracciarlo per ringraziarlo di quello che ha dato al Milan e all’Italia: è stato un esempio per tutti, un uomo onesto e modesto che trasmetteva la forza per non arrendersi mai, il classico giocatore che ogni allenatore vorrebbe». Un ritratto intimo è giunto da Fulvio Collovati, compagno d’alloggio e di reparto a Milanello: «Era un ragazzo silenzioso che ha sofferto da piccolo per la perdita dei genitori, ma il Milan è stato la sua famiglia: era di pochissime parole, eppure a 18 anni sulla difesa dava ordini persino a Rivera: la vita lo ha fatto soffrire, ma gli ha dato tanto da calciatore».
Gianluigi Buffon ha rievocato l’emozione del proprio debutto in massima serie avvenuto il 19 novembre 1995 contro il Milan: «Avevo 17 anni e dall’altra parte c’era il capitano di quella squadra: trovarmi in campo contro campioni come lui era qualcosa di incredibile e da quel giorno ho compreso cosa significasse guidare la squadra con classe, leadership e rispetto». Un sincero omaggio è arrivato pure da Dino Zoff, che lo ha definito «un campione dentro e fuori dal campo la cui perdita pesa su tutto lo sport italiano», e dall’ex attaccante del Cagliari Gigi Piras, il quale ne ha ricordato la straordinaria tenacia dimostrata quando rientrò a soli 25 giorni dall’intervento al ginocchio per disputare la finale mondiale del 1994. Anche la sponda nerazzurra ha manifestato il proprio cordoglio per bocca del tecnico Cristian Chivu, intervenuto direttamente da Hong Kong prima dell’amichevole contro il Manchester City: «Ci uniamo alle condoglianze rivolte alla famiglia: tutti coloro che amano questo sport oggi hanno perso una grande icona del calcio mondiale».
A livello internazionale, le massime organizzazioni calcistiche si sono unite nell’assegnare la palma di gigante assoluto del football. Il presidente della Fifa Gianni Infantino ha affidato ai propri canali un tributo sintetico ed efficace: «Un capitano senza tempo: una storia senza tempo: Franco Baresi è stato, è, sarà infinito». La Uefa ha ripercorso la carriera del difensore, capace di collezionare 81 presenze in maglia azzurra, tre Coppe dei Campioni e due Supercoppe Uefa, mentre il Real Madrid ha diffuso una nota ufficiale per esprimere vicinanza al club e ai familiari: il sodalizio merengue ha ricordato le storiche sfide di Coppa dei Campioni negli anni di Sacchi, con il Milan vittorioso nelle edizioni 1989 e 1990 ed il celebre successo per 5-0 con Baresi ad indossare la fascia di capitano
È arrivato anche il post del ministro del Trasporti Matteo Salvini, che due giorni fa aveva anticipato la tragica notizia, poi smentita dallo stesso Milan: «Purtroppo è stato ufficializzato ciò che tutti abbiamo sperato non fosse vero. Franco Baresi. Piscinin. Kaiser Franz. Un simbolo. Uno dei più grandi difensori di sempre. Eroe rossonero, per me eri e resterai il vero Milan, il vero calcio. 6 per sempre Capitano. Vola con la tua curva. Sei stato e resterai la nostra bandiera».
Rimanendo in ambito politico, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ne ha sottolineato la statura morale ed il valore della fedeltà ad un’unica maglia: «Con la scomparsa di Franco Baresi, l’Italia perde non solo uno dei più grandi campioni della sua storia sportiva, ma anche un esempio di lealtà, serietà e dedizione: capitano del Milan e della Nazionale, ha indossato gli stessi colori per un’intera carriera, vivendo la fascia come una responsabilità e dimostrando che si può diventare leggenda senza mai smettere di essere un punto di riferimento, dentro e fuori dal campo». A queste parole si è unito il Sindaco di Milano, Giuseppe Sala: «A nome di tutta la città di Milano esprimo profondo cordoglio per la scomparsa di Franco Baresi: non solo una bandiera del Milan, ma un simbolo di dedizione che ha reso grande questa città nel mondo: Milano lo ricorderà».
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